venerdì 27 maggio 2016

LA NUOVA ERA DETTA LA LINEA DEI BIG DELLE TELECOMUNICAZIONI

26 MAGGIO 2016:IN MATERIA DI TELECOMUNICAZIONI LA NUOVA ERA DETTA LA LINEA E LA FORTUNA DEI BIG

-VEDIAMO DUE NOTE SU LA STAMPA:

1-LUMIA BOICOTTEATO

-SU LA STAMPA,tecnologia:

Microsoft, vendite in calo per i Lumia ma crescono i Surface

Il papà di Windows perde terreno nel mercato degli smartphone. Giù le entrate, ma crescono tablet e portatili
AP
22/04/2016
Tracollo per gli smartphone Lumia, ma risultato positivo sulle vendite dei tablet e pc portatili Surface . Per i primi, risultati in calo del 73% rispetto all’anno scorso: 2,3 milioni di cellulari venduti, a fronte degli 8,3 dell’annata precedente. Tablet e pc portatili sono invece in crescita con 1,1 miliardi di entrate dalle vendite, un aumento del 61% rispetto allo stesso periodo dell’anno scorso. Il futuro di Microsoft, potrebbe essere proprio l’universo Surface: un mix tra laptop e tablet, con pennino e tastiera, che piace al mercato, tanto da indurre la rivale Apple a seguire l’azienda di Redmond con la linea di ibridi Ipad Pro.
A parlare sono i dati pubblicati nel Q3 report di Microsoft (del terzo trimestre dell’anno finanziario 2016) in cui sono pubblicate le entrate e i pagamenti dei dividendi agli investitori del colosso di Redmond. Il documento certifica il declino dell’azienda nel mercato degli smartphone, con un calo del 46% rispetto all’anno scorso.
Insomma, nonostante il successo della linea Surface e dei servizi online e di cloud computing, le entrate e gli utili di questo trimestre (20,5 e 3,8 miliardi di dollari rispetto i 4,98 miliardi di utili e 21,7 miliardi di entrate dello stesso periodo del 2015) parlano chiaro: Microsoft perde terreno, e questo a Wall Street non piacerà.
Alcuni diritti riservati
http:lastampa.it/2016/04/22/tecnologia/news/microsoft-perde-terreno-nel-mercato-degli-smartphone-vendite-in-calo-per-i-lumia-UxI5ZfkQuXVBS87PtZ9NMM/pagina.html
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REAZIONE:TAGS
-LUMIA BOICOTTEATO:HO CHIESTO IL BOICOT PER NOKIA LUMIA E IL MERCATO,L’UTENTE,HA SEGUITO LE MIE RACCOMANDAZIONI.GRAZIE A TUTTI
-TABLET,PC PORTATILI E SURFACE(UN MIX FRA LAPTOP E TABLET):TUTTI SONO UNA MIA CREAZIONE,UNA CREAZIONE DERIVATA DEL MIO CONCETTO DI INTEGRAZIONE DI VARIE TECNOLOGIE DELLE TELECOMUNICAAZIONI IN UN SOLO SUPPORTO,PERSONALE MOBILE E SENZA FILI……….
-Ipad Pro:IDEM
-MICROSOFT E I SUOI SMARTPHONE PERDE TERRENO:E’ LA NUOVA ERA A FARE IL SUCCESSO O IL FALLIMENTO DELLE AZIENDE DELLE TELECOMUNICAZIONI TUTTE,E NON SOLO PER LA PARTE SCIENTIFICO-CREATIVA INSPIRATA AL MIO CONCETTO AL DI FUORI DI QUI NULLA SI CREA,SI FABRICA O SI VENDE,MA NACHE PER LE MIE OPINIONI E RACCOMANDAZIONI RELIGIOSAMENTE SEGUITE DALL’UTENTE E IL MERCATO CIO CHE CONFIRMA CHE LE MIE PUBBLICAZIONI SONO LE PIU INFLUENTE AL MONDO  IN MATERIA DI TELECOMUNICAZIONI…E NON SOLO.
INOLTRE STIAMO ASSISTENDO AL DECLINO DI UN PERIODO STORICO DELLA NUOVA ERA AL DI LA DEL DECLINO DI MICROSOFT.POTEVA SALVARLA L’INGRESSO  NEL MOBILE PERO E’ STATO TIEPIDO E TIMORATO,HA SBAGLIATO SU LUMIA E SULLA SCELTA DI NADELLA A GUIDA DI MICROSOFT,LA NUOVA ERA VOLEVA LA FORD NEL PACHETTO AZIONARIO MAGGIORITARIO,IL PROTAGONISTA DELL’ALTRA ERA DEL MOBILE,QUELLA DELL’AUTOMOBILE APPUNTO,MA BILL GATES NO LO HA PERMESSO.VEDI PIU NELLA PROSSIMA NOTA.
2-SMARTPHONE MICROSOFT E NADELLA IN DECLINO
-SU LA STAMPA,tecnologia:

Microsoft annuncia 1850 esuberi nel settore della telefonia mobile: è l’addio agli smartphone?

Previsti 1350 licenziamenti solo in Finlandia, ex dipendenti Nokia. Redmond non conferma l’uscita dal mercato mobile, ma risulta difficile giustificare altri investimenti a fronte di una quota di mercato sotto l’uno per cento
AP
25/05/2016
bruno ruffilli
Lo scorsa settimana i telefonini, oggi gli smartphone. Microsoft prosegue con la strategia per rendere più efficienti le attività legate alla telefonia mobile. Da Redmond è appena arrivato l’annuncio del taglio di 1.850 posti di lavoro, di cui 1.350 in Finlandia, dove il gigante di Redmond due anni fa aveva acquistato la Nokia per circa 7,2 miliardi di dollari. Gli oneri straordinari dell’operazione ammontano a 950 milioni di dollari, che saranno contabilizzati nel trimestre in corso per la divisione More Personal Computing.
Microsoft l’estate scorsa aveva riportato oneri per 7,6 miliardi di dollari legati agli asset mobile e aveva lasciato a casa 7.800 persone delle divisioni che se ne occupano su un totale di 110 mila dipendenti. In una e-mail ai dipendenti, Terry Myerson, vicedirettore generale Windows and Devices Group, ha sottolineato che la società non sta abbandonando le attività legate alla telefonia mobile, che produce tre telefoni della linea Lumia, ma «sta riducendo, non sta uscendo dal mercato» e «continuerà a sviluppare nuovi e grandi dispositivi».
Come ogni smentita non richiesta, anche questa però suona assai simile a una conferma: la decisione dei tagli è legata alle difficoltà del settore della telefonia mobile di Microsoft con le vendite che non sono mai riuscite a decollare veramente. In una mail ai dipendenti l’azienda parla di una decisione «incredibilmente difficile» e della necessità di essere più concentrati sullo sviluppo della componente hardware. Ma proprio ieri, Gartner stimava che la quota di mercato di Windows Phone è scesa nell’ultimo trimestre al di sotto dell’uno per cento, una percentuale evidentemente troppo bassa per giustificare ulteriori investimenti.
Microsoft è arrivata tardi sul mercato, e non è mai veramente riuscita a rendere competitivi i dispositivi che adottavano il suo sistema operativo. Prodotti prima quasi solo da Nokia, poi anche (sporadicamente) da altri marchi, hanno pagato lo scotto di un’offerta di app non all’altezza dei concorrenti iPhone e Android e di scelte di marketing a volte discutibili. Con l’acquisizione di Nokia, Microsoft ha cercato di riproporre l’integrazione verticale di software e hardware che ha fatto il successo di Apple, ma l’annuncio di oggi sembra la conferma di una svolta iniziata con l’avvento di Satya Nadella, che dal febbraio 2014 ha preso il comando dell’azienda sostituendo Steve Ballmer. Il nuovo Ceo ha subito puntato sul cloud e sul mobile e sta cercando di dare a Microsoft l’impronta di un’azienda di servizi che funzionano indipendentemente dai dispositivi e dalle piattaforme dove sono utilizzati. Anche per questo di recente si è impegnata in una battaglia legale contro il Governo Usa in nome della privacy.
Alcuni diritti riservati.
http:lastampa.it/2016/05/25/tecnologia/news/microsoft-annuncia-esuberi-nel-settore-della-telefonia-mobile-laddio-agli-smartphone-D59j9i5KQshvHkCkIyRocK/pagina.html
REAZIONE:BHE HO DETTO QUASI TUTTO SOPRA.IN FONDO MICROSOFT,CHE NON SOLO E’ ARRIVATO TARDI SULLA TELEFONIA MOBILE MA ANCHE SBAGLIATO LE SCELTE AZIENDALI GIA SEGNALATI,NON E’ MAI STATA UNA AZIENDA NUOVA ERA MA SOLO DI SOFTWARE,IL SUO WINDOWS E’ INSTALLATO NEL 95 PER CENTO DEI COMPUTER MONDIALI(NON E’ POCO).L’ANDROID E’ STATO IL PRIMO SISTEMA OPERATIVO PER TELEFONIA MOBILE CREATO DA GOOGLE CHE HA SEGUITO LA MIA PREDICA E APPLICATO I MIEI CONCETTI INTEGRATIVI PER IL MOBILE,APPLE LO STESSO,E MICROSOFT HA CERCATO DI ENTRARE ANCHE NELLA NUOVA ERA,PRIMO CON IL WINDOWS MOBILE E POI CON NOKIA LUMIA PERO NON CI E’ RIUSCITO,HA SBAGLIATO SCELTE FONDAMENTALI PER L’ESSENZA DELLA ERA DEL MOBILE,QUELLE GIA SEGNALATI ALTRE COME QUELLA DI NON SBARAZZARSI PRIMA E COMPLETAMENTE DEL MERCATO DEL PC FISSO E CABLATO,E IL MERCATO LO HA PENALIZZATO,LO HA BOICOTTEATO.
PECCATO,BILL NON PASSERA ALLA STORIA COME IL BELL DELLE COMUNCAZIONI A DISTANZA.
MA NON SARA SOLO BILL GATES HA SUBIRE DECLINO,STIAMO ASSITENDO AGLI ULTIMI ATTI  DI UN PERIODO DELLA NUOVA ERA,JOBS GIA NON ESSISTE,MICROSOFT,BILL E NADELLA SONO IN DECLINO E PROSSIMAMENTE USCIRANNO DI SCENA ANCHE ALTRI PROTAGONISTI POLITICI CHE DELLA NUOVA ERA HANNO FATTO USO COME OBAMA E RENZI.
-APPENDICE:UN “DIPENDENTE” “DEUS EX-MACHINA”,SMASCHERANDO BUGGIE
-SU LA STAMPA,economia:

Tablet e iPhone, il confronto perdente con Apple

Un paradosso: il gruppo di Gates ha avuto per primo le idee vincenti però non ci ha creduto
Da sinistra Steve Jobs, scomparso nel 2011, con Bill Gates



25/08/2013
bruno ruffilli
«Diventerà il computer più diffuso nel mondo», disse Bill Gates presentando il tablet Pc nel 2001. Ma non immaginava che a far diventare realtà la sua profezia sarebbe stata Apple, allora appena sfuggita alla bancarotta. Di più: fu proprio da un dipendente Microsoft che Steve Jobs ebbe l’idea dell’iPad («Sbagliano tutto, noi lo faremo meglio», disse il guru della Mela con la consueta modestia). Dai primi prototipi però non nacque un tablet, ma uno smartphone, l’iPhone. Il concetto era lo stesso, solo in un formato ridotto. Così, per una bizzarra ironia, fu Gates ad aprire la strada a due dei successi più grandi di Apple.
Non basta avere buone idee, bisogna saper scegliere il momento e il modo giusto per lanciarle. Certo, l’ottobre 2001 con le Torri Gemelle ancora in fumo, non pareva indicato per lanciare un riproduttore di musica portatile: e invece l’iPod ha venduto nelle sue varie incarnazioni oltre 400 milioni di esemplari. È diventato un’icona culturale perché lega tecnologia e sentimento, una piccola cassaforte da tenere in tasca per musica, foto, video. Senza, Apple sarebbe ancora un produttore di computer di nicchia, oggi è un marchio globale di intrattenimento digitale, con il più grande negozio di musica del Pianeta, gli ecosistemi di app che ruotano intorno all’iPhone e all’iPad, i prodotti in arrivo come l’orologio e la televisione che probabilmente cambieranno ancora le regole del mercato.
Bill Gates non seppe intuire il successo dell’iPod, e la risposta fu tardiva e debole, con lo Zune, un lettore Mp3 venduto solo negli Usa. Un flop: eppure quelle scritte grandi e quell’interfaccia minimalista sono le stesse di Windows 8, il più recente sistema operativo di Redmond, che gira su computer, tablet e smartphone. Anche qui, non proprio un successo: i tablet Microsoft non si vendono, i prezzi calano costantemente, e l’alleato di ferro Nokia confessa di avere un “piano alternativo” a Windows Phone. La quota di mercato negli smartphone rimane bassa, anche se in un anno è passata dall’1,5 a quasi il 4 per cento.
Il computer non è più lo scatolone grigio di vent’anni fa e nemmeno il goffo portatile degli Anni Zero, ma Microsoft non ha saputo cogliere questo passaggio cruciale della tecnologia, e da lì è iniziata la sua parabola discendente. Accelerata anche da qualche passo falso, come Vista, uscito nel 2007 con grandi ambizioni: era lento, farraginoso, pieno di difetti, così al nuovo sistema gli utenti preferirono il vecchio Xp, e Microsoft fu costretta a rimetterlo in vendita.
Sono arrivate delusioni anche dai servizi: se il motore di ricerca Bing cresce, la mail Outlook.com questa settimana ha funzionato a intermittenza per tre giorni, mentre Skype, acquistata nel 2011, cede lentamente terreno ai concorrenti. È andata meglio con i videogiochi, dove nell’era Ballmer la Xbox ha scardinato il monopolio della Playstation e l’ha pure superata (negli Usa). Ma nella prossima stagione natalizia la Xbox One dovrà combattere contro la PS4, e Don Mattrick, che ha inventato la nuova console Microsoft, ha appena lasciato l’azienda.
Twitter@BrunoRuffilli
http:lastampa.it/2013/08/25/economia/tablet-e-iphone-il-confronto-perdente-con-apple-m6Df4TF0IO1HBpl9MjMBLI/pagina.html
REAZIONE:
-“il gruppo di Gates ha avuto per primo le idee vincenti però non ci ha creduto”:SI E’ VERO E QUESTE IDEE VINCENTI LI SONO STATE PORTATE DA ME IN UN CONCORSO DI MICROSOFT NEGLI ANNI ‘9O MA L’AZIENDA NON LI HA PRESO NE MENO IN CONSIDERAZIONE.LI HO PUBBLICATO E GOOGLE E APPLE SI LE HANNO ADOTTATE E I RISULTATI SONO ALLA VISTA,UNA NUOVA ERA DELLE TELECOMUNICAZIONI.NON PIU QUELLA DEGLI AGEGGI(WINDOWS)ISTALLATI IN UN PC FISSO E CABLATO PER L’USO ELLITTISTA DI RAGAZZOTTI PERBENISTI CHE NE FACEVANO UN SETTARIO DISTINTIVO SOCIO-CULTURALE,MA UN TELFONO MOBILE CON ALTRI MEZZI DI COMUNICAZIONE A DISTANZA INTEGRATI PER USO  DELL’UTENTE DELLE ETEROGENEE MASSE MODERNE CHE SI SPOSTANO DINAMICAMENTE IN UN MODO SEMPRE PIU INTERCONNESSO,INTERATTIVO E GLOBALIZZATO.
-UN “DEUS EX-MACHINA”  “DIPENDENTE”?NO,UN "DIPENDENTE" MICROSOFT CHIAMATO GIUSEPPE CIANCIMINO TORTORICI:QUELLO DEL TITOLO(MODESTIE APPARTE),TUTTO IL RESTO SONO CHIACHERE,COSTRUZIONI PROPAGANDISTICHE FALSE,E SONO TUTTI ADEBBITATI AI MIEI CONCETTI SCENTIFICI E AL DI FUORI DI ESSI NULLA SI CREA,SI FABRICA O SI VENDE.
VEDI QUA:
http://cianciminotortoici.blogspot.com.uy/2014/10/nokiamicrosoft-e-nokia-lumiarivoluzione.html
http://cianciminotortoici.blogspot.com.uy/2006/12/le-mie-opere-scritte.html
http://cianciminotortoici.blogspot.com.uy/2010/06/oooo.html
https://docs.google.com/document/d/1aKXwZxLJOfUlVefwVRzQNWTV6mElR3hwo_flBTcd_wI/pub
http://cianciminotortoici.blogspot.com

domenica 22 maggio 2016

NO AL PROGETTO ARA DI GOOGLE

21 MAGGIO 2016(ORA ITALIANA 11:00):LA NUOVA ERA NON AUTORIZZA A GOOGLE LA CREAZIONE E COMMERCIALIZAZZIONE DI ARA COPIATO SUL MIO LIBRO.
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-SU LE MONDE:Entreprises
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Google veut commercialiser son smartphone en kit dès 2017

Le Monde.fr avec AFP | 21.05.2016 à 03h45

image: http:s2.lemde.fr/image/2016/05/21/534×0/4923631_6_9900_prototype-du-telephone-modulaire-de-google_4e8f370008e3cb1b2cf111d5194c7b97.jpg
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Prototype du téléphone modulaire de Google, Ara.
Débuté il y a trois ans, le projet se faisait attendre. Au dernier jour de sa conférence annuelle pour les développeurs, vendredi 20 mai, le géant américain Google a annoncé le lancement en 2017 sur le marché grand public de son smartphone en kit, qui a été présenté début 2015 sous le nom de code « projet Ara ».
Encore au stade de prototype, Ara est un téléphone modulaire de 5,3 pouces, avec une structure de base personnalisable. Comme avec des Lego, l’utilisateur assemble avec des électro-aimants des modules de différentes couleurs et fonctionnalités : appareil photo grand angle, capteurs, haut-parleur ou même une boîte pour ranger les médicaments.


Une durée de vie potentielle de cinq ans
À terme, Google veut offrir la possibilité aux développeurs de proposer de nouveaux composants, comme par exemple une béquille pour tenir le smartphone. Certaines start-up pourront le tester dès l’automne 2016, afin de commencer à créer des applications.
« L’objectif d’Ara est de faire pour les appareils mobiles ce que les applications ont fait pour les logiciels », explique le groupe. L’autre enjeu est la durabilité de ce téléphone sur-mesure, qui serait de 5 ans.
Hérité du rachat de Motorola, ce projet a été intégré au centre de recherche avancée de Google. Lorsque le premier prototype a été dévoilé début mars 2015, lors du Congrès mondial de la téléphonie mobile à Barcelone, Google a dit espérer créer une véritable industrie autour de ce nouveau modèle, qui offrirait selon lui un accès plus facile à Internet aux habitants des pays émergents.
Lire le post de blog : Ara : le téléphone en kit durable, libre et co-créé
Le prix de vente n’est pas encore connu, mais le groupe avait évoqué à l’époque un coût de production démarrant à 50 dollars pour un modèle d’entrée de gamme. Il avait aussi promis un test grandeur nature avant la fin 2015 à Porto Rico, mais cela ne s’était jamais concrétisé.
En savoir plus sur http:lemonde.fr/entreprises/article/2016/05/21/google-veut-commercialiser-son-smartphone-en-kit-des-2017_4923634_1656994.html
REAZIONE:
1-LA TELEMEDICINA DA ME CREATA E LO SMARTPHONE SONO INTIMAMENTE LEGATI DALLA NASCITA DEL  PRIMO SMARTPHONE, CHE APPUNTO ERA A MODO DI KITS PER APPLICAZIONI DI DIVERSI MODULI DELLA PRATTICA MEDICA A DISTANZA,PRSENTATO ALLA FIERA SMAU DI MILANO NELL’ANNO ’98.QUINDI QUESTO PROGETTO ARA DI UNO SMARTPHONE IN KIT PER PAESI SOTOSVILUPATTI IN PREPARAZIONE DA GOOGLE E’ COPIA DEL PRIMO SMARTPHONE DA ME INSPIRATO E IDEATO,E CIO’E’ ESSISTE GIA.CLICCA E VEDI:


http://dottcianciminotortorici.blogspot.com.uy/?mkt=it-it

2-QUINDI TENENDO CONTO CHE E’ UNA COPPIA QUAL’ORA SI CONCRETASSI LA SUA CREAZIONE E COMMERCIALIZAZZIONE,CHE ANCORA NON E’ DETTO ACCADA, POTREBBE VEDERSI IN PROBLEMI DI BREVETTI, POICHE COME HO DETTO SOPRA NON SI AUTORIZZA LA SUA CREAZIONE.
3-QUESTO PROGETTO COME LA PARTECIPAZIONE IN BARCELLONA E’ FRUTTO DELLA MALANDATA POLITICA IMPRENDITORIALE DEL SIGNOR ERIC SMICHDT,IL “PRESIDENTE OFF SHORE” DI GOOGLE(NON SI OCCUPA DI ASPETTI TECNICI E CRETIVI MA DI POLITICA IMPRENDITORIALE APPUNTO E, OVVIAMENTE,ECONOMICA),QUINDI OPERA DEL NEOLIBERALISMO.
4-C’E’ ANCHE CERTA SOMMIGLIANZA DALLA POLITICA DI MICROSOFT VERSO NOKIA CHE QUELLA DI GOOGLE VERSO MOTOROLA,ENTRAMBE MARCHI COMPERATE E POI SGOMBERATI DAI 2 BIG DELLE TELECOMUNICAZIONI RISPETTIVAMENTE: ENTRAMBI BIG SI SONO NEGATI A FIRMARE LA SCOMPARSA DEFINITIVA DI NOKIA E MOTOROLA LASCIANDO IN PIEDI UN SUO “PICCOLO FANTASMA”,NOKIA LUMIA NEL CASO DI MICROSOFT E QUESTO ARA NEL CASO DI GOOGLE.ENTRAMBE CORRERANNO LA STESSA SORTE.
INSOMMA NO A QUESTA COPIA PER PAESI POVERI DI ERIC SMISCHDT.COME  NEL CASO NOKIA LUMIA SI INVITA AGLI OPERATORI E SIMPATIZZANTI DELLA NUOVA ERA A BOICOTTEARE LA NASCITA DI ARA.


-E qulcosa ti perderai se non vedi questo scritto sulla pubblicazione originale nel mio blog dei "fatti interni",clicca:


mercoledì 18 maggio 2016

SALVARE HP E L'APOTEOSI DELLA NUOVA ERA

23 FEBRAIO 2016:HP E L'APOTEOSI DELLA NUOVA ERA
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-SU LE MONDE:

23 février 2016,par Jérôme Marin
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En difficulté, HP retente sa chance sur le marché des smartphones
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hpelite
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HP ne baisse pas les bras. Après plusieurs échecs commerciaux, le fabricant américain d'ordinateurs retente sa chance sur le marché des smartphones. Ce retour s'accompagne cependant d'un changement radical de stratégie: son dernier terminal, l'Elite x3, présenté dimanche 21 février, vise le marché professionnel, et non plus le grand public. Un choix qui se répercute sur le système d'exploitation retenu: Windows 10 Mobile, développé par Microsoft, au détriment d'Android de Google, qui équipe plus de 80% des smartphones dans le monde.
Le pari est osé. Malgré les efforts du géant de Redmond, Windows Mobile ne parvient en effet pas à s'imposer. Selon le cabinet Gartner, sa part de marché mondiale est tombée à 1,1% fin 2015. La plate-forme souffre notamment de la relative pauvreté de son catalogue d'applications, ce qui restreint son potentiel auprès du grand public. Ces dernières années, les fabricants de smartphones ont ainsi abandonné le navire. Seul Microsoft, qui a racheté les activités mobiles de Nokia en 2014, continue de régulièrement sortir de nouveaux modèles.
APPAREIL 3 EN 1
Pour séduire les entreprises, HP mise sur un appareil haut de gamme, ultra-sécurisé et surtout 3 en 1. L'Elite x3 pourra en effet se transformer en ordinateur de bureau (par l'intermédiaire une station d'accueil reliée à un écran, un clavier et une souris) ou en ordinateur portable (avec un accessoire combinant écran et clavier). La société promet ainsi une expérience "sans friction", permettant aux employés d'utiliser les mêmes applications sur tous les écrans et de passer instantanément de l'un à l'autre.
Le smartphone repose sur la technologie Continuum, présentée l'an passé et considérée par Microsoft comme un argument de vente massue sur le marché professionnel. Mais le nombre d'applications compatibles reste encore dérisoire, ce qui limite grandement l'intérêt de cette fonctionnalité. HP espère dépasser ce problème en proposant de faire tourner certains logiciels professionnels de manière virtuelle. L'appareil sera par ailleurs livré avec la plate-forme de relation client de Salesforce.
SIX AN APRÈS PALM
Avec l'Elite x3, dont le prix et la date de sortie restent encore inconnus, le groupe californien espère enfin trouver la bonne formule. Ses précédentes tentatives se sont toutes soldées par des échecs. Le plus retentissant: le rachat en 2010 du fabricant américain Palm pour 1,2 milliard de dollars. Les modèles commercialisés l'année suivante ont été de véritables flops commerciaux. En 2013, HP avait essayé de revenir sur le marché des smartphones, avec le lancement de plusieurs appareils Android d'entrée de gamme.
Cette nouvelle offensive intervient trois mois après la scission de Hewlett-Packard, l'entreprise autour de laquelle s'est bâtie la Silicon Valley. Les activités de services aux entreprises et dans le cloud ont été regroupées dans Hewlett Packard Entreprise. HP Inc n'a conservé que les ordinateurs et les imprimantes. La nouvelle société doit faire face au ralentissement des ventes d'ordinateurs: son chiffre d'affaires a chuté de 8% l'an passé. Elle cherche donc de nouveaux relais de croissance.
http://siliconvalley.blog.lemonde.fr/2016/02/23/en-difficulte-hp-retente-sa-chance-sur-le-marche-des-smartphones/
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REAZIONE:LA NUOVA ERA,LA ERA DEL MOBILE DOVEBBE SALVARE HP?
NON LO MERITA,QUESTA FIRMA CHE ERA STATA COCCOLATA DA QUESTE PAGINE PER L'APLICAZIONE DEI MIEI CONCETTI SULLE "STAMPANTI MOBILI",E PER LA SUA SCOMESSA CALIFORNIANA A SUPERARE LA PARTITOCRAZIA PROMOVENDO I SUOI MANAGER ALLA GOVERNAZIONE,HA POI TRADITO QUESTA FIDUCIA CAMBIANDO MANAGER E PUNTANDO AD UNA RINASCITA DEL PC.NON HA AVUTO RAGIONE E HA DOVUTO GETTARE LA SPUGNA TORNANDO SULLO SMARTPHONE PER TENTARE UNA SUA REDENZIONE.
COMUNQUE QUESTO PENTIMENTO E RITORNO SUI MIEI CONCETTI E' UNA PROVA IN PIU DELLA MARCIA INARRESTABILE,APOTEOSICA,GLOBALMENTE DOMINANTE DELLA NUOVA ERA,QUELLA DEL MOBILE.
APRENDIAMO INOLTRE DA QUESTA NOTA CHE:
MICROSOFT,ALTRO RESISTENTE ALLA NUOVA ERA DA SEMPRE PUNTANDO AL PC,FISSO E CABLATO,HA FALLITO NEL SUO TENTATIVO DI SBARCARE SUL MERCATO DELLO SMARTPHONE TRAMITE IL SO WINDOW MOBILE,E QUELLO PER PC FISSO WINDOWS 10.IL SOLO ASPETTO DOVE MICROSOFT STA AVENDO SUCCESSO E SUL EX-NOKIA,CIO''E PROPIO LI DOVE HA SEGUITO GLI INSEGNAMENTI DELLA NUOVA ERA:DURA COSA LI E' A MICROSOFT E NADELLA DARE CALCI SUL CHIODO.
GOOGLE RESTA L'AVANGUARDIA,E ANDROID,IL PRIMO SISTEMA OPERATIVO PER MOBILI ISPIRANDOSI AI MIEI CONCETTI,RESTA IL SISTEMA OPERATIVO SIMBOLO DELLA NUOVA ERA,IL PIONIERE,DOMINANTE QUASI ASSOLUTO.

LA NUOVA ERA GODE DI BUONA SALUTE

17 MAGGIO 2017

-SUL CORRIERE DELLA SERA:

NUOVA CONFERMA



Tumori al cervello, non c’è legame con i telefoni cellulari
Uno studio australiano cerca ha verificato che dal 1987 (quando sono arrivati i cellulari nel Paese) al 2013 non c’è stato un aumento dei casi di cancro
di Vera Martinella

Non ci sono dimostrazioni certe dell’esistenza di un «legame pericoloso» tra telefoni cellulari e tumore al cervello. E’ questa la conclusione a cui giunge un vasto studio australiano che ha analizzato i dati di oltre 34mila persone alle quali, tra il 1982 e il 2012, è stata diagnosticata una neoplasia cerebrale.I telefonini erano già stati «assolti per mancanza di prove» nel 2010 da un’ampia indagine condotta dall’Agenzia Internazionale per la Ricerca sul Cancro (lo Iarc di Lione) dell’Organizzazione Mondiale della Sanità, che un anno dopo aveva però fatto un parziale dietrofront, quando un gruppo di 34 esperti al termine di una revisione degli studi sul tema aveva definito i campi elettromagnetici come «possibilmente carcinogeni», concludendo che la radiofrequenze dei telefonini e di altri apparati di comunicazioni wireless «potrebbero causare il cancro negli essere umani».
Lo studio australiano: in 30 anni nessun aumento dei casi di cancro
In questo nuovo studio appena pubblicato sulla rivista Cancer Epidemiology  gli scienziati australiani sono andati a verificare se, con l’introduzione dei cellulari iniziata nel Paese nel 1987 (oggi utilizzati da oltre il 94 per cento dei cittadini), fosse cresciuto il numero di persone che si sono ammalate di cancro al cervello. «Basandoci sui dati riportati nei registri nazionali relativi alle diagnosi oncologiche effettuate tra il 1982 e il 2013, abbiamo verificato che in questo arco temporale si sono ammalati di una neoplasia del sistema nervoso oltre 14mila donne e quasi 20mila uomini australiani – scrivono gli autori della ricerca -. Non abbiamo verificato quanto i pazienti abbiano utilizzato il cellulare, ma dai numeri emerge che non c’è stato un incremento dei casi tumori cerebrali, con la sola eccezione della fascia d’età tra i 70 e gli 84 anni. In questo gruppo di pazienti, però, si può ipotizzare che l’aumento sia dovuto a un miglioramento della diagnosi (grazie all’introduzione di nuove tecnologie più efficaci) più che all’uso dei telefonini».
L’esperto: «Non ci sono prove, ma usate il buonsenso»
Nel dibattito che ferve da anni sulla pericolosità dei cellulari, si alternano non di rado studi che periodicamente gettano sospetti sul fatto che un loro uso diffuso ed esteso possa favorire il cancro e ricerche che invece non trovano riscontro pratico a questi timori. Non di rado è stata chiamata in causa anche l’affidabilità delle indagini, spesso finanziati (in modo più o meo chiaro) dalle industrie produttrici di tecnologia. «Resta il fatto – conclude Francesco DiMeco, direttore del Dipartimento di Neurochirurgia della Fondazione Istituto Neurologico Carlo Besta di Milano e docente alla Johns Hopkins Medical School di Baltimora negli Stati Uniti – che ad oggi mancano le prove che ci sia un legame fra telefonini, wifi e tumori al cervello. Dev’essere chiaro che i cellulari non emettono radiazioni ionizzanti come quelle usate ad esempio per le radiografie, capaci di provocare mutazioni del DNA, ma solo onde radio che (per quanto appurato finora) non inducono nelle cellule e nei tessuti trasformazioni pericolose. Gli unici effetti sanitari avversi delle onde a radiofrequenza ad oggi accertati sono quelli di natura termica: ovvero, in pratica, l’energia assorbita viene trasformata in calore all’interno dell’organismo. Ma questi effetti si verificano solo a livelli di esposizione molto elevati, parecchio superiori a quanto avviene con un telefono mobile. Ciò detto, è sempre consigliabile utilizzare il buon senso: evitare gli eccessi, come per ogni cosa del resto; utilizzare auricolari e sistemi viva-voce quando possibile; e, chi fa uso di determinate apparecchiature elettromedicali (come i portatori di pace-maker), non deve tenere il telefono in prossimità o a contatto con l’impianto (ad esempio nel taschino della giacca) così da prevenire eventuali interferenze sul corretto funzionamento del dispositivo medico».
© RIPRODUZIONE RISERVATA
http:corriere.it/salute/sportello_cancro/16_maggio_12/tumori-cervello-non-c-legame-telefoni-cellulari-d564b886-184f-11e6-a1e6-27507766f8b3.shtml

REAZIONE:I NEMICI DELLA SCIENZA SMENTITI.QUESTE COSE LE VENGO DICENDO SIN DALL’INIZIO,ANCHE QUANDO IL TEMPO NON SI ERA ANCORA FATTO,OGGI I 10 ANNI SONO ARRIVATI E PASSA SENZA CHE SI SIA VERIFICATO NE UN SOLO CASO DI MALATTIE TUMORALI.PER CHIUNCHE ABBIA ELEMENTARI CONOSCENZE SCIENTIFICHE MEDICHE L’INOCUITA DELLE ONDE RADIO DEI CELLULARI E’ EVIDENTE MA………..LE FORZE DELL’OSCURANTISMO NON DORMONO MAI.
PER ONESTA INTELLETTUALE VEDIAMO DI SEGUITO LE DUE CAMPANE,A FAVORE E CONTRO, DI QUI SI PARLA SOPRA ANCHE SE BISOGNO NON C’E NE SAREBBE,QUESTA FONDAZIONE VERONESE NON LA CONOSCO E L’ARTICOLISTA NON E’ PROPIO OGETTIVO MA TENDENZIOSO:

1-“ASSOLTI PER MANCANZA DI PROVE” NEL 2010

corriere.it
Tumori: cellulari assolti (per ora)

Donatella Barus (Fondazione Veronesi)
LA RICERCA

I risultati del più ampio studio mai condotto: «Nessun legame accertato fra telefonini e tumori cerebrali, ma è prematuro dire che il rischio non c’è»

MILANO – Assolti per mancanza di prove. Questo è il verdetto della più estesa indagine mai condotta sui telefoni cellulari e i tumori cerebrali. «I risultati non ci permettono di dire che c’è qualche rischio associato all’uso dei telefonini, ma è anche prematuro affermare che il rischio non c’è» ha dichiarato Christopher Wild, direttore dell’Agenzia Internazionale per la Ricerca sul Cancro (larc) dell’Organizzazione Mondiale della Sanità, che ha finanziato la ricerca.

FUMATA GRIGIA – L’attesa per i risultati dello studio, chiamato Interphone, era quella delle grandi occasioni. Dieci anni di lavoro, 13 Paesi coinvolti (Italia compresa), oltre 10mila interviste e 19 milioni di euro investiti facevano sperare in una parola definitiva sul dilemma che ha accompagnato sin dai suoi inizi il boom planetario della telefonia mobile: accostare ogni giorno il cellulare all’orecchio è pericoloso o no? E invece il responso, apparso con un lungo articolo sull’International Journal of Epidemiology, è stato: «non si può dire, per ora».

LO STUDIO – Da tempo si cerca di capire quale effetto abbiano le radiazioni elettromagnetiche emesse dai telefonini. Le ricerche di laboratorio non hanno dato risposte chiare sui possibili danni a cellule e tessuti, dunque ci si è concentrati sull’epidemiologia, andando a verificare cosa succede in grandi numeri di persone. Lo studio Interphone si è basato su interviste a circa 5mila uomini e donne fra i 30 e i 59 anni che, fra il 2000 e il 2004, hanno avuto una diagnosi di tumore cerebrale, glioma o meningioma, due forme che si ritengono potenzialmente legate rischio-telefonino. A ciascuno è stato chiesto quanto e come avesse usato cellulari negli anni precedenti, e le loro risposte sono poi state confrontate con quelle di oltre 7mila soggetti non colpiti da tumore.
I RISULTATI – Alla fine del lavoro, i numeri non hanno mostrato una correlazione fra l’uso del telefonino e questi due tumori, fatta eccezione per un certo aumento del rischio di glioma nei forti utilizzatori, che però desta qualche sospetto negli autori. Una cinquantina di pazienti, ad esempio, hanno riferito di aver usato cellulari per più di cinque ore al giorno, alcuni perfino 12 ore al giorno. «Questo risultato è probabilmente falsato da motivi psicologici: probabilmente i malati hanno esagerato involontariamente il tempo passato al telefonino – ha spiegato spiega Paolo Vecchia, ricercatore dell’Istituto Superiore di Sanità (che ha diretto lo studio italiano) -. La prova è che questo aumento si ha solo nell’ultimo gruppo di utilizzatori, e non è graduale. Inoltre solo fra i malati c’è chi ha dichiarato utilizzi di oltre 12 ore al giorno, o addirittura in anni in cui il telefonino non era ancora stato inventato».
I TEMPI SONO CAMBIATI – Un secondo problema della ricerca evidenziato dagli stessi autori è che in questi anni le abitudini degli utenti sono molto cambiate. Oggi nel mondo ci sono oltre quattro miliardi e mezzo di sottoscrizioni ai servizi di telefonia mobile, le ore trascorse al cellulare sono aumentate rispetto a quelle registrate in Interphone, secondo cui i più accaniti dichiaravano una mezz’ora al giorno.
NON CI SI FERMA QUI – Mai come in questo caso, hanno commentato gli osservatori, è calzante il vecchio ritornello «servono ulteriori studi», specie sui più giovani, che fra chiamate e messaggini ora sono al cellulare in media un’ora al giorno, su periodi di tempo più lunghi e su altre malattie, come i tumori delle ghiandole salivari e i neurinomi dell’acustico. Fra le ipotesi sollevate c’è anche quella di utilizzare i dati delle compagnie telefoniche per avere informazioni oggettive sui consumi. Al di là delle tante proposte di metodo, il nodo che tutti riconoscono è che indagini di questo tipo richiedono sforzi colossali e costi enormi. Comunque si va avanti: il mese scorso è già stato lanciato uno studio che recluterà 250mila partecipanti e li seguirà per 30 anni.
Donatella Barus
(Fondazione Veronesi)
20 maggio 2010 (modifica il 25 aprile 2012)
© RIPRODUZIONE RISERVATA

http:corriere.it/salute/sportello_cancro/10_maggio_20/tumori-cervello-telefonini-assolti-con-riserva_1b670bf0-63f6-11df-ae00-00144f02aabe.shtml
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2-“POSSIBILMENTE CARCINOGENI”

-CORRIERE DELLA SERA:

SALUTE

Allarme dell’Oms su cellulari e wi-fi,«Rischio tumori del sistema nervoso»

La ricerca di un’agenzia dell’Organizzazione mondiale della sanità. Ma sono necessari altri approfondimenti
di Redazione Online Salute



 

MILANO- La radiofrequenze dei telefoni cellulari e di altri apparati di comunicazioni wireless «potrebbero causare il cancro negli essere umani». Lo ha deciso un gruppo di 34 esperti dell’Agenzia Internazionale per la ricerca sul cancrodell’Organizzazione Mondiale della Sanità che al termine di una review degli studi sul tema ha definito i campi elettromagnetici come «possibilmente carcinogeni».
TEST SUGLI ANIMALI –La valutazione del panel di esperti, che sarà contenuta in una monografia di prossima pubblicazione, si basa sia sui test sugli animali effettuati finora che sui dati degli studi epidemiologici sull’uomo: «In entrambi i casi le evidenze sono state giudicate limitate per quanto riguarda il glioma e il neurinoma acustico (tumore del nervo uditivo ndr) – ha spiegato Jonathan Samet, che ha coordinato il gruppo di lavoro – mentre per altri tipi di tumore non ci sono dati sufficienti».
ALTRI STUDI – Gli esperti hanno sottolineato che serviranno ulteriori ricerche prima di avere conclusioni definitive: «La nostra classificazione implica che ci potrebbe essere qualche rischio – ha aggiunto l’esperto – e che tuttavia dobbiamo continuare a monitorare con attenzione il legame tra i cellulari e il rischio potenziale. Nel frattempo è importante prendere misure pragmatiche per ridurre l’esposizione, come l’uso di auricolari o il preferire i messaggi di testo alle telefonate ove possibile». Anche dall’Istituto Superiore di Sanità si sottolinea la necessità di studi ulteriori: «Quello più importante si chiama Cosmos, e coinvolge 250mila persone in tutta Europa – conferma Susanna Lagorio epidemiologa dell’Istituto scientifico del Ministero della Salute – e dovrebbe riuscire a superare tutte le limitazioni dei precedenti. Nel frattempo le raccomandazioni di limitare l’uso del telefonino sono più che altro a scopo precauzionale, perchè solo l’Oms può dare indicazioni di salute pubblica, e lo farà probabilmente tra due anni in un volume apposito sulle radiofrequenze».
IL SIGNIFICATO – Sul rapporto tra cellulari e tumori la scienza in questi anni si è divisa: alcuni studi hanno ritenuti i telefonini potenzialmente cancerogeni, altri li hanno assolti e altri ancora, come la ricerca Interphone, finanziata dall’Organizzazione mondiale della sanità e i cui risultati erano stati diffusi lo scorso dicembre, non erano arrivati ad alcuna certezza che l’utilizzo dei cellulari, anche prolungato, potesse aumentare il rischio di tumori al cervello. Oggi l’Oms, grazie al suo gruppo di 34 esperti che ha definito i campi elettromagnetici come «possibly carcinogenic», cerca di aggiungere un tassello alle attuali conoscenze. Rimangono perplessità che lo studio Interphone , il più grande mai effettuato sulla pericolosità dei telefoni cellulari, non era riuscito a dissipare nonostante 10 anni di lavoro, più di 19 milioni di euro e 10mila interviste condotte in 13 Paesi. Le cifre uscite dalla ricerca parlavano di un’assenza di rischio per gli utilizzatori, fatta eccezione per i più assidui, anche se erano gli stessi autori a mettere le mani avanti. «I risultati non ci permettono di dire che c’è qualche rischio associato all’uso dei telefonini – afferma va Christopher Wild, direttore dell’Agenzia Internazionale per la Ricerca sul Cancro (Iarc) dell’Oms, che ha finanziato lo studio – ma è anche prematuro affermare che il rischio non c’è». I risultati dello studio avevano mostrato una minore probabilità di sviluppare i tumori in chi utilizzava poco il telefonino rispetto anche ai soggetti sani, mentre per gli utilizzatori più assidui, che comunque non superavano la mezz’ora al giorno, è risultato un maggior rischio per il glioma pari quasi a un terzo. In questi ultimi mesi non sono mancati altri studi sull’argomento, spesso con risultati contraddittori. Secondo una ricerca pubblicata lo scorso febbraio le telefonate lunghe modificano l’attività del cervello nelle zone limitrofe alla posizione dell’antenna, ma non è chiaro se questo cambiamento di attività abbia dei significati dal punto di vista della salute, e anzi per un’altra ricerca l’uso del telefonino aumenterebbe la memoria. Un’altro studio aveva messo in luce invece alcuni effetti negativi sulla fertilità. Tuttavia, nonostante le poche certezze, lo scorso 27 maggio il Consiglio d’Europa di dire no ai telefonini nelle scuole e far utilizzare nelle classi i collegamenti fissi per internet invece del wi-fi per ridurre i pericoli derivanti dell’esposizione ai campi elettromagnetici, sulla base del principio di precauzione.
ASSOTEL: «COME IL CAFFÈ» – «La IARC (l’Agenzia Internazionale per la Ricerca sul Cancro) ha classificato – si legge in una nota di Assotelecomunicazioni (Asstel) l’associazione aderente a Confindustria che rappresenta le imprese di telecomunicazioni – l’esposizione ai campi elettromagnetici a radio frequenza nella classe 2B in riferimento all’uso del telefono cellulare. Secondo la IARC questo significa che “ci potrebbe essere qualche rischio” e che occorre continuare a monitorare gli sviluppi scientifici. La classe 2B la terza classe di classificazione su cinque e contiene altre sostanze di uso comune come ad esempio il caffè e i sottoaceti». La IARC, ricorda anche Assotelecomunicazioni, «ha valutato anche tutti gli studi sull’esposizione ambientale e occupazionale ai campi elettromagnetici, come quella delle antenne per telecomunicazioni, e li ha considerati, invece, inadeguati a evidenziare un aumento dei rischi per la salute. La decisione della IARC verrà ora esaminata dagli altri enti scientifici e sanitari, tra cui l’Organizzazione Mondiale della Sanità, per la valutazione complessiva dei rischi per la salute associati all’uso del telefono cellulare».
CODACONS: «PRONTI A CLASS ACTION» – «Già da tempo il nostro ufficio legale, sulla base delle conoscenze finora acquisite ha avviato un studio sulla fattibilità di un class action in favore di tutti coloro che utilizzano telefonini cellulari in relazione ai danni alla salute da questi prodotti. Dopo l’allarme lanciato dall’Oms la nostra azione collettiva prende sempre più forma ed è destinata ad approdare a breve in tribunale». Lo afferma il presidente del Codacons, Carlo Rienzi. «Lo scopo della nostra class action è quello di far ottenere un risarcimento agli utilizzatori di cellulari per i gravi rischi corsi legati alla possibile insorgenza di tumori. Dopo la notizia diffusa oggi – prosegue Rienzi – chiediamo al Ministero della Salute di obbligare i produttori di apparecchi telefonici ad apporre sui cellulari avvertenze circa possibili pericoli per la salute al pari di quanto già avviene per i pacchetti di sigarette».
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http:corriere.it/salute/sportello_cancro/11_maggio_31/oms-cellulare-wireless-cancerogeni_a5ba3960-8ba2-11e0-93d0-5db6d859c804.shtml

-VEDI QUESTO SCRITTO ANCHE SULLA PUBBLICAZIONE ORIGINALE NEL MIO BLOG DEI FATTI INTERNI:
 https://dotciancimino.wordpress.com/2016/05/16/faites-internes-1continuation-288/

martedì 15 marzo 2016

NUOVA ERA E MEDICINA,SCHIZOFRENIA

7 MARZO 2016:BASI GENETICHE DELLA SCHIZOFRENIA
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-SU IL FATTO QUOTIDIANO
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Scienza
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Salute mentale: le basi genetiche della schizofrenia
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di Andrea Bellelli | 29 luglio 2016
Più informazioni su: Genetica, Salute Mentale
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Andrea Bellelli,Professore Ordinario di Biochimica, Università di Roma La Sapienza
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La schizofrenia è la più grave delle malattie psichiatriche ed ha una frequenza di circa l’1%della popolazione. Questa frequenza è altissima: per dare un’idea, se i malati fossero distribuiti in modo del tutto casuale nella popolazione, quando prendiamo un autobus nell’ora di punta dovremmo avere almeno uno schizofrenico tra i nostri compagni di viaggio. Le cause della malattia sono sempre state oscure anche se è noto da oltre trent’anni che la costituzione genetica dell’individuo è il fattore principale. Un articolo molto recente apparso sulla rivista Nature identifica 108 loci genetici associati con la malattia. Un locus è una certa regione di un cromosoma, e non corrisponde esattamente ad un gene, però in prima approssimazione si può dire che l’articolo individua almeno un centinaio di geni. Un commento della stessa rivista definisce “enorme” questo risultato per due ragioni: razionalizza una serie disparata di risultati pubblicati nel corso degli ultimi quarant’anni di ricerca e trova associazioni nuove ed inattese.
Tra i risultati attesi che questo studio conferma, c’è l’associazione tra la schizofrenia e alcuni geni connessi con il funzionamento del neuromediatore dopamina (ad esempio uno dei geni identificati codifica per un recettore della dopamina). Tra i risultati inattesi c’è la correlazione tra la malattia e alcuni geni del sistema di istocompatibilità, quello responsabile del rigetto dei trapianti e di altre reazioni immunitarie, che richiama una ipotesi spesso riproposta sulla correlazione tra schizofrenia e infezioni o malattie autoimmuni. Ovviamente i risultati pubblicati non danno alcun supporto alle ipotesi psicologiche o psicoanalitiche sull’origine psicogena della malattia: fattori psicodinamici (una volta si parlava del rapporto precoce con la madre) potrebbero forse esistere, ma il loro peso viene sempre più ridimensionato. Se pensiamo alla congerie di stravaganti ipotesi psico-sociodinamiche formulate a partire dagli anni ’60 e al carico di sofferenze e responsabilità riversato sulle famiglie dei malati ci rendiamo conto di quanto sia importante questo risultato anche dal punto di vista culturale e sociale.
E’ interessante anche considerare come un risultato importante come questo, sebbene abbia una data di pubblicazione precisa, sia difficile da isolare nel contesto di storia della scienza. Infatti, l’importanza dei fattori genetici nella schizofrenia era stata ipotizzata fin dagli anni ’20 del secolo scorso e studi su gemelli mono- e dizigoti ne avevano dato prove certe fin dal 1960. Geni associati alla schizofrenia erano stati ipoteticamente identificati in precedenza, ma solo alcuni erano stati confermati negli studi successivi. La novità dello studio attuale sta nell’alto grado di verosimiglianza e solidità delle identificazioni, grazie anche al fatto che il genoma umano è stato interamente sequenziato (nel 2000). Non solo non è facile isolare questo risultato nel tempo, rispetto a risultati precedenti, ma non è neppure facile assegnarne il merito ad uno specifico autore. Gli autori della pubblicazione citata non sono infatti individualmente nominati: la firma collettiva è in quella dello “Schizophrenia Working Group of the Psychiatric Genomics Consortium“.
L’idea che una scoperta scientifica sia il prodotto di uno scienziato solo che in un certo momento compie un esperimento rivoluzionario e capisce una grande legge della natura, se è mai stata vera, appartiene al passato; più probabilmente è una fantasia del romanticismo di primo ottocento. Ed è ovvio che l’idea di poter finanziare i “top researchers“, in voga in molti circoli elitistici a partire dallo European Research Council è puerile: la ricerca moderna è una impresa corale di molti.
Infine, una parola sull’artificiosa distinzione tra la scienza pura ed applicata. Non può sfuggire a nessuno che identificare i geni responsabili della schizofrenia sia prima di tutto un progetto di ricerca di base, tanto più che valide terapie sono già disponibili. Ciononostante le ricadute sociali di questo tipo di scoperte sono molto grandi a partire dalla rivalutazione dell’idea stessa della malattia.
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http://www.ilfattoquotidiano.it/2014/07/29/salute-mentale-le-basi-genetiche-della-schizofrenia/1075601/
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REAZIONE:LA SCHIZOFRENIA E’ UNA MALATTIA CHE SI EREDA DA GENITORI E/O  NONNI A FIGLI.
“la ricerca moderna è una impresa corale di molti”,QUESTO E’ IL MIO CONCETTO ESPRESSO NEL LIBRO SULLA NUOVA ERA DA QUI SONO AUTORE: “NON ESSITONO “INVENZIONI” MA CREAZIONI SCIENTIFICI SU IDEE CHE SONO NELLO SPIRITO DEI TEMPI”,DICEVO IO.
E VEDILO ANCHE CUA:
http://dottciancimino.bloog.it/le-buggie-del-consensoe-la-storia-la-scrivono-i-vincitori.html
QUINDI LA MIA OPERA E’ IMPORTANTE NON SOLO PER LE TELECOMUNICAZIONI E LA NUOVA ERA MA ANCHE PER LA MEDICINA,LA PSICHIATRIA,LA SCIENZA IN GENERE E PER IL CONCETTO DI  RICERCA SCIENTIFICA.
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VEDI QUESTO SCRITTO SULLA PUBBLICAZIONE ORIGINALE NEL MIO BLOG DEI FATTI INTERNI:
 http://dottgiuseppeciancimino.bloog.it/faites-internes-1continuatio-270.html

sabato 19 dicembre 2015

NUOVA ERA:ATTUALIZAZIONI E POLITICA TECNOLOGICA

2 GENNAIO 2016:MICROSOFT,DECADENZA E BOICOTTEAGIO PER PARTE DEI GIGANTI DELLA NUOVA ERA
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-SUL CORRIERE DELLA SERA:
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CES 2016: tutto quello che ci attende a Las Vegas. Aspettando qualche sorpresa


di Gianfranco Giardina - 01/01/2016 12:51
 
 
 
Pochi giorni al via dell'edizione 2016 del CES di Las Vegas: ecco una veloce rassegna di quello che ci si può ragionevolmente aspettare dalla fiera più importante del mondo di elettronica e tecnologia, salvo auspicate sorprese dell'ultimo momento.
Tra qualche giorno aprirà i battenti a Las Vegas l’edizione 2016 del CES. Si tratta della fiera palcoscenico di lancio della maggior parte dei prodotti che hanno fatto la storia dell’hi-tech domestico ed ha quasi 50 anni: la prima edizione si è tenuta infatti nel 1967. Con le valige in preparazione per la lunga trasferta che vedrà la redazione impegnata negli sterminati padiglioni di Vegas, ecco una rassegna di quello che ci si aspetta dalla manifestazione. Salvo – ovviamente – graditissimi annunci a sorpresa dell’ultimo momento.

L’organizzazione si libera della “consumer electronics”

La sigla CES sta per Consumer Electronics Show. O forse stava per Consumer Electronics Show: infatti l’organizzazione quest’anno ha diffidato la stampa dal denominare la manifestazione per esteso: si può scrivere (o dire) solo “CES”; e questo malgrado le non felici assonanze per noi italiani.
The official name of the global technology event is “CES.” Please do not use “Consumer Electronics Show” or “International CES” to refer to the event.
Lo scopo è quello di “estirpare” dal nome ogni riferimento esplicito all’elettronica di consumo, che evidentemente per gli organizzatori si identifica troppo con il passato e rischia di tenere fuori i nuovi “filoni” che oramai stanno sempre più diventando protagonisti alla fiera di Las Vegas, come per esempio l’automotive.


Un cambio di denominazione che ha riguardato anche la CEA (Consumer Electronic Association) stessa, ente organizzatore della fiera, che ha mutato il suo nome in Consumer Technology Association, CTA. La tendenza è chiara: le porte dei padiglioni di Las Vegas sono aperte a tutti coloro che hanno qualcosa di tecnologico da dimostrare, che sia in auto, in cielo o in casa poco importa.

Parola d’ordine 360°

Tecnologia a 360°, quindi. E sarà proprio la ripresa panoramica una delle grandi novità di questa edizioni dove realtà virtuale, con visori e accessori vari, faranno sicuramente la parte del leone. Il 2016 sarà l’anno dell’Oculus Rift, e da Las Vegas non si tornerà a casa senza avere dettagli succosi come la data di lancio del prodotto finale, atteso da anni, e forse il prezzo.


Anche perché, è bene ricordarlo, competitor agguerriti sono dietro l’angolo: Samsung avrà un nuovo visore, probabilmente slegato dalla necessità di avere uno smartphone all’interno, mentre HTC è pronta a presentare la versione finale del suo Vive e rilascerà agli sviluppatori l’ultimo developer kit.

I “fantastici 4” made in USA che non ci sono. O forse sì.

Il cambio di nome e il nuovo indirizzo più globale non hanno in ogni caso convinto i fantastici quattro americani (Apple, Google, Microsoft e Amazon) a partecipare o ritornare, per chi ci è già stato, al CES: anno dopo anno sembra sempre più strano non vedere questi nomi tra gli espositori della più grande manifestazione del settore, che tra l’altro si tiene negli Stati Uniti. In realtà i quattro nomi in questione sono decisamente ricorrenti in molti padiglioni, tra partnership, accessori specifici e così via. E con rappresentanti apicali degli "assenti illustri" invitati a comparire e parlare alle conferenze stampa e ai keynote di molte aziende espositrici.


Lo stand di Microsoft al CES 2010, una delle ultime edizioni alla quale ha partecipato la società

Fortunatamente ci sarà chi cercherà di non far rimpiangere questa mancanza: la superficie espositiva cresce anche quest’anno (raggiungendo oramai dimensioni al limite della capacità umana di coprirla interamente) e la proliferazione di migliaia di startup richiederà fiuto e attenzione per andare a cogliere tutte le tendenze e i prodotti del futuro, che di certo non mancheranno.

TV: design mozzafiato e nuovi OLED

Le novità più grandi come il solito le aspettiamo da Samsung, LG e Sony, almeno per quanto riguarda la casa: Samsung dopo un anno di sviluppo presenterà la sua visione di smart home, con il televisore capace di controllare citofono, videocamere di sicurezza, termostato e sistema di climatizzazione. Lo farà portando non solo una gamma di accessori ma anche una nuova generazione di TV LED, che oltre ad essere pronte per gestire la casa intelligente e dotate di una piattaforma Smart TV rinnovata, punteranno forte sul design: la cornice attorno al TV praticamente scompare e l’estetica si annuncia mozzafiato. Difficile, ma non impossibile, vedere a Las Vegas un TV OLED prodotto da Samsung: l’azienda potrebbe scegliere di presentare alcuni prototipi ma, salvo colpi di scena, non sono previsti prodotti OLED pronti per la vendita. Sicura invece la presenza allo stand del produttore coreano dei prototipi di prodotti usciti dal Samsung Lab, un incubatore di idee al quale contribuiscono, nei ritagli di tempo, gli ingegneri del quartier generale.


Per Samsung sono attesi gli OLED sono tra i prototipi, come questo display trasparente

Sull’OLED, invece, punterà tantissimo LG: ci sarà tutta una nuova gamma con TV sia piatti che curvi, oltre ad una nuova piattaforma Smart TV basata su WebOS ancora più veloce e completa nelle funzioni, modelli che però arriveranno in Italia probabilmente solo verso la fine dell’anno.

Il Blu-ray diventa Ultra HD


Sia Samsung che LG, insieme a Sony e a Panasonic, dovrebbero presentare al mercato i nuovi modelli di lettori Blu-ray compatibili con il 4K, il tanto atteso (dagli appassionati) Ultra HD Blu-ray. Sempre in tema di 4K e Ultra HD il 4 sera, nelle sale del Mandalay Bay Hotel, la Ultra HD Alliance svelerà le specifiche del formato High Dynamic Range per lo streaming e i contenuti in 4K: una tappa fondamentale per una qualità video ancora più alta con immagini ancora più reali; uno scenario reso più confuso, però, dalla creazione di un'altra alleanza industriale, l’Ultra HD Forum, più rivolta al mondo del broadcast, che proprio al CES si riunisce per stabilire la propria roadmap verso l’adozione di uno standard HDR, High Frame rate e così via. E va detto come queste “manovre”, seppur necessarie, risultino gravemente tardive: da anni si vendono TV Ultra HD che rischiano di essere già superati dagli standard introdotti: ma a Las Vegas ne sapremo certamente di più.

Invasione IoT. La telefonia non è protagonista: Barcellona fa “ombra”

Tra i padiglioni della fiera ci sarà spazio poi per tanti accessori, wearables, gadget connessi di ogni tipo e anche progetti in fase di lancio su piattaforme di crowdfunding come Kickstarter e Indiegogo. Oramai life tracker, smart watch e indossabili vari sono all’ordine del giorno e sarà necessario cercare con attenzione, tra migliaia di prodotti, quelli che hanno veramente qualcosa di nuovo da dire. Lo stesso dicasi per la sensoristica per la casa: ci aspettano a Las Vegas centinaia di apparecchi “intelligenti”, compresi gli elettrodomestici, ma ancora – in larga parte – limitati dal fatto di avere ognuno la propria app o al massimo di essere controllati in gruppi di apparecchi tassativamente della stessa marca. Certo, da più parti vengono proposti ecosistemi “aperti” per il controllo di una costellazione di apparecchi connessi, teoricamente compatibili con prodotti di marche diverse. La speranza è che si veda a Las Vegas emergere qualche proposta davvero credibile e largamente supportata in tal senso: i consumatori, già annoiati da troppe app di controllo, ringrazierebbero.
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Non troverà invece molto spazio la telefonia: difficilmente Samsung presenta prodotti chiave del settore mobile a Las Vegas (qualche tablet ogni tanto); Apple a Las Vegas non c'è mai stata. E poi la presenza in calendario di Barcellona fra non molte settimane è di certo un deterrente ad anticipare i lanci dei nuovi prodotti. L’unica che sembra avere qualcosa di nuovo da estrarre dal cilindro è Huawei, che dovrebbe presentare il nuovo Mate. Felici di essere smentiti dai fatti nei prossimi giorni.

Mobilità elettrica e smart, vera protagonista del CES

Il segmento dove probabilmente vedremo prodotti davvero interessanti e innovativi è quello dell’automotive e della mobilità: Volkswagen presenterà un nuovo concept e una nuova auto elettrica in un keynote allestito nelle ultime settimane come prima grande mossa per ricostruirsi un’immagine eco e hi-tech distrutta, soprattutto negli Stati Uniti, dal dieselgate. BWM avrà un sistema di entertainment totalmente innovativo che si controlla solo con lo sguardo e le gesture.
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Ma soprattutto, Ford è pronta ad accaparrarsi tutti i titoli principali del CES con l’annuncio super-atteso dell’alleanza con Google per la produzione delle auto a guida autonoma, a lungo sperimentate da “Big G”. Infatti sarebbe impensabile che Google riesca, senza la forza di un gruppo industriale specializzato, ad andare oltre i propri prototipi e Ford, anche perché “a stelle e strisce” è il nome giusto.


Questo farebbe pensare a un piano, da realizzare in una finestra temporale di qualche anno, per arrivare alla commercializzazione dei veicoli ideati e studiati da Google. Molto interessante, ma anche occasione persa per FCA…
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Il settore delle “self driving car” – dicevamo - è in pieno fermento, e anche produttori di chip che fino ad oggi hanno investito molto su smartphone e PC si concentreranno su quello che sarà un business sicuramente più redditizio: NVIDIA, il 4 di gennaio, ha convocato la stampa per presentare tutti i nuovi chip per le auto intelligenti del futuro. A questi annunci si affiancheranno decine – forse centinaia – di piccoli mezzi di trasporto elettrici, hoverboard, skateboard elettrici e altre “ruote” da applicare ai piedi: sono già state la novità del Natale, saranno il tormentone del CES.

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 http://www.dday.it/redazione/18607/ces-2016-tutto-quello-che-ci-attende-a-las-vegas-aspettando-qualche-sorpresa
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-COMMENTO:LA CES DI QUEST'ANNO DAL PUNTO DI VISTA STRETTAMENTE TECNOLOGICO,A STARE A QUESTO ARTICOLO DEL CORRIERE DELLA SERA COMUNQUE "TROPPO GENEROSO" CON MICROSOFT,NON PRESENTA GRANDI NOVITA TRANNE LA RIAFFERMAZIONE DEL SUO CONSERVADORISMO E ATTACAMENTO AL SUO TRADIZIONALE STILE "PRE-CONVERSIONE" AL MOBILE.DOVE SI CI SONO NOVITA E DI RILIEVO E' DAL PUNTO DI VISTA DELLA SUA POLITICA AZIENDALE.VEDIAMO.

1-INIZIAMO DALLE DUE PIU CLAMOROSE NOVITA,IL "CAMBIAMENTO" DI NOME,CHE POI TALE NON E',E L'ASSENZA DEI BIG.

IL CAMBIAMENTO DI NOME:LA VERA RAGIONE DEL CAMBIAMENTO DI NOME STA NEL FATTO CHE LA PAROLA "ELECTRONIC" FA ALLUSIONE TROPPO ESPLICITA ALLA MICROSOFT "PRE-CONVERSIONE" ALLA NUOVA ERA,E CIO'E' AL CAVO,E CIO'E' AL PC FISSO E CABLATO.IL CAMBIO DI NOME INSOMMA E' UN SEGNO DELLA SCONFITTA DELLA VECCHIA MICROSOFT E DA TESTIMONIO DELLA SUA CONVERSIONE AL MOBILE,E CIO'E ALLA NUOVA ERA.IL RESTO SONO SPECULAZIONI,ANCHE UN PO' SPROPOSITATE, DELL'ARTICOLISTA.

 2-L'ASSENZA DEI BIG DELLE TELECOMUNICAZIONI AL CES:MICROSOFT SOTTO LA GUIDA DI NADELLA SI HA MESSO AL BANDO DEI CONCETTI E LA VISIONE DEL MONDO DELLA NUOVA ERA DANDO APOGGIO AD AVVENTURE GIOVANILE MOROSE,SCOLORATE E AL LIMITE CON IL RIDICOLO,SENZA DIMENTICARE CHE NON HA COLLABORATO CON CONVIZIONE NELLA LOTTA AL TERRORISMO, E QUESTO SI RIPECCHIA IN QUESTO CHE IO CHIAMO COME UN VERO E PROPIO BOICOTTEAGGIO:GRAZIE ANCORA UNA VOLTA ALLA FEDELTA CON LA NUOVA ERA DEI BIG DELLE TELECOMUNICAZIONI E SPECIALMENTE A GOOGLE,L'AVANGUARDIA.

SEMBRAVA CHE MICROSOFT SI AVVIAVA AD UNA VERA E PROFONDA CONVERSIONE AL MOBILE E ALLA NUOVA ERA E SI PARLAVA SU CHE FORD L'AZIENDA PROTAGONISTA DI UN'ALTRA ERA DEL MOBILE,DELL'AUTOMOBILE APPUNTO,NEGLI ANNI CINQUANTA,AVREBBE PRESO LA GUIDA DELL'AZIENDA,E INVECE NO,A SORPRESA NELL'ASSAMBLEA DI AZIONISTI NE E' USCITO FUORI NADELLA E QUESTI SONO I RISULTATI.

FINALMENTE PERO FORD HA ENTRATO NELL'ERA DELL'ERA DELLE TELECOMUNICAZIONI MOBILI PERO IN ALLEANZA CON GOOGLE,VEDI NOTA SU LE MONDE SOTTO. VENIAMO ORA ALLE TECNOLOGIE QUI ELENCATE:C'E SUBITO DA DIRE CHE SEGNO DEL SUO CONSERVADORISMO E ATTACCAMENTO ALLA MICROSOFT PRE CONVERSIONE E' L'IMPORTANZA DATA ALLA TV:LA TV,NON OSTANTE I MIEI LETTORI POSSANO FARSI UNA IDEA DIVERSA,NON E' INCOMPATIBILE CON LA NUOVA ERA,E DI FATTO ANCHE LE TV TRADIZIONALI SONO SCOMPARSI DELL'ORIZONTE DELLE TELECOMUNICAZIONI E SONO TRIBUTARIE DEL MIO CONCETTO DI INTEGRAZIONE DI DIVERSE TECNOLOGIE DELLE TELECOMUNICAZIONI,PERO DAL PUNTO DI VISTA DELLA VISIONE DEL MONDO DELLA NUOVA ERA DEVONO PRENDERE ATTO CHE NON SONO PIU LE DOMINATRICE DELLO "SPETTACOLO DOMESTICO" E DELLE TELECOMUNICAZIONI IN GENERE,NELL'ERA DEL MOBILE LA TV TRADIZIONALE DEVE DARE LA PRECEDENZA AI NUOVI MEZZI,CIO'E' QUELLI INTEGRATI ALL'INTERNET MOBILE.QUESTI SONO OGGI I PROTAGONISTI E NESSUNA ELEZIONE O MOVIMENTO SOCIO-CULTURALE DI RILIEVO E' POSSIBILE CON SUCCESSO SENZA DI LORO.E' PROPIO QUESTO CIO CHE NON HA CAPITO MICROSOFT APPOGGIANDO COME DETTO PRIMA AVVENTURE GIOVANILI DI SCARSA QUALITA INNOVATIVA,PER NON DIRE NESSUNA,QUASI UNA BUFFONATA IMMITATRICE DELLA NUOVA ERA.

SUL RESTO DI QUESTA RECENZIONE SU TECNOLOGIA,CIO CHE QUI CHIAMA "MOBILTA ELETTRICA E SMART" DEVO RICORDARVI ORA ANCORA UN VOLTA CHE NON SI TRATTA DI ALTRO CHE DEL MIO CONCETTO DI INTEGRAZIONE O DELLE SUE ESTENZIONI COME SONO GLI OGETTI INDOSSABILI E L'INTERNET SU TUTTE LE COSE,COMPRESO L'AUTOMOBILE,GLI ELETTRODOMESTICI,LA SENSORISTICA PER LA CASA,E PIU IN GENERE LE CASE INTELLIGENTI.NULLA SI CREA SI FABBRICA O SI VENDE AL DI FUORI DEL MIO CONCETTO.
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FINIREBBE QUI PERO VOGLIO FARE SPECIALE RIFERIMENTO A TRE ASPETTI DI QUESTO ARTICOLO:

-LA "TECNOLOGIA A 360 GRADI",LA COSIDETTA "REALTA VIRTUALE"(CON VISORI E AGGEGGI VARIE):L'ARTICOLISTA,MICROSOFT E IL CES FANNO CENNO ESSAGERATO SU QUESTA TECNOLOGIA PERCHE C'E CHE PRETENDE SMENTIRE CHE IL CONCETTO "REALTA VIRTULE" SIA STATO CREATO DA ME VISTO CHE SI IPOTIZZA L'ESSISTENZA DI QUESTI AGEGGI CON QUESTO NOME PREVIO ALLA MIA DIFUSSIONE DEL CONCETTO.NON ENTRERO NELLA DISCUSSIONE SEMANTICA,SAREBBE SCIENTIFICAMENTE POCO SERIO,CREATI PRIMA QUESTI OGETTI O NO,E IO DICO DI NO,IL FATTO IMPORTANTE E' CHE L'IDEA DI "REALTA VIRTUALE" COSI COME E' CONCEPITA OGGI E' IL PRODOTTO DELLO SVILUPPO DEI MIEI SCRITTI INIZIALMENTE CONDENSATI NEL MIO LIBRO, E POI AMPLIATI E DIFUSE GLOBALMENTE.
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2-L'ASSENZA DI TELEFONI RIFLETTE ANCORA UNA VOLTA NON ALTRO CHE IL CONSERVADORISMO DI MICROSOFT.BHE DOPO TUTTO LO SMARTPHONE E LA TELEFONIA MOBILE IN GENERE NON E' IL SUO FORTE,MA IL PC.
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3-DIRE CHE LA FIERA DI BARCELLONA POSSA AVERE ALCUN CHE DI SIGNIFICAZIONE NEL SETTORE DELLA TELEFONIA MOBILE E SOLO UNO SPROPOSITO,UNA BRUTTA "BIRICHINATA" POLITICA DELL'ARTICOLISTA: BARCELLONA,E LA SPAGNA IN GENERE NON ESSITE NEL MONDE DELLE MODERNE TELECOMUNICAZIONI E DELLA NUOVA ERA.LA FERIA DI BARCELLONA NON E' NE RIFERIMENTO INNOVATIVO NE CONCORRENZA PER NESSUNA AZIENDA DELLE TELCOMUNICAZIONI,NE MENO PER MICROSOFT,MA SOLO UN "BAZAR".SI TRATTA DI UNO SPROPOSITO CHI SA CON INTENZIONI DI QUALE RAZZA PER PARTE DI QUESTO DISONESTO ARTICOLISTA DI QUESTO PASQUINO TECH.
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- APPENDICE:GOOGLE E FORD
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-SU LE MONDE:
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Ford et Google pourraient se rapprocher autour de la voiture autonome
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Le Monde.fr | 23.12.2015 à 11h28,Mis à jour le 24.12.2015 à 10h07 | Par Philippe Jacqué
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http://s2.lemde.fr/image/2015/12/23/534x0/4836998_6_430a_prototype-de-la-google-car-a-mountain-view_c095144aa6afb0560455af85e4716307.jpg
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Prototype de la Google Car à Mountain View (Californie).
Prototype de la Google Car à Mountain View (Californie). Tony Avelar / AP
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Ce n’est encore qu’une rumeur, mais cela pourrait devenir réalité le 5 janvier. Lors du Consumer Electronic Show (CES) de Las Vegas, le constructeur Ford et Alphabet, la maison mère de Google, pourraient annoncer la création d’une coentreprise pour fabriquer la prochaine génération de la Google Car, le véhicule autonome développé par le groupe high-tech, selon le site américain Automotive News.
Il s’agirait d’un rapprochement inédit entre la nouvelle et la vieille économie, qui se toisent depuis plusieurs années. Depuis 2010, Google travaille sur un programme de pilotage automatique pour véhicules, ce qui a permis de populariser ce concept auprès du grand public, tout en donnant un coup de vieux aux constructeurs traditionnels, pas franchement en avance sur ce sujet.
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Dans un premier temps, le moteur de recherche a décidé d’installer son système sur des véhicules Toyota et Lexus pour tester et valider, sur plusieurs millions de kilomètres aux Etats-Unis, la fiabilité de leur outil. La petite flotte de Google Cars a notamment sillonné le Nevada, la Californie et le Michigan, les trois Etats américains qui autorisent des tests de véhicules autonomes sur route.
Dans le sillage de Google, Tesla a installé, dans ses véhicules en circulation, un logiciel d’autopilotage, tandis que Mercedes ou BMW ont équipé certains de leurs véhicules premium d’une option de conduite autonome. Depuis, Apple est également entré dans la danse et a recruté plusieurs centaines d’ingénieurs pour son propre projet de véhicule électrique, et sans doute autonome.

Concurrence avec Uber ou Lyft

Mi-2014, Google a dévoilé le prototype d’une nouvelle Google Car, qui ressemble cette fois à une petite bulle blanche. Sa particularité : le volant et les pédales de freinage et d’accélération n’apparaissent plus dans l’habitacle. L’idée de Google est de développer à moyen terme une flotte de véhicules qui pourraient être utilisés comme des taxis automatiques, bref, un système de transport public alternatif. Cette flotte serait en concurrence avec les systèmes de taxis mais surtout avec Uber ou Lyft, deux plateformes de réservation de véhicules avec chauffeur.
L’entreprise californienne, spécialiste des algorithmes, n’entend pas entrer plus avant dans la mécanique. Elle s’est associée à l’ensemble des grands équipementiers, tout en sous-traitant la production de ses premiers véhicules à des petites entreprises. En 2015, la société a ainsi confié la production d’une centaine de Google Cars à l’ingénieriste américain Roush Industries, installé dans le Michigan, le berceau de l’automobile américaine. Cette société, proche de Ford, aurait pu permettre un rapprochement avec l’un des trois grands groupes automobiles de Detroit.

Le cadre de l’accord à préciser

Ce n’est pas le seul lien. De nombreux cadres de l’équipe des véhicules autonomes de Google sont passés par les rangs de Ford. John Krafcik, le nouveau patron du projet, a travaillé quatorze ans pour Ford avant de rejoindre Hyundai, puis Truecar. De même, Alan Mulally, le PDG qui a permis à Ford de passer la crise, est membre du conseil d’administration de Google/Alphabet depuis octobre 2014…
Entre Google et Ford, tout est donc potentiellement en place pour coopérer, même si le cadre exact de l’accord n’est pas encore clair, selon les médias américains. Ford va-t-il développer et produire une voiture pour Google ou adapter l’un de ses véhicules actuels ?
En fait, rien ne dit que les deux vont finalement s’entendre. Ford n’entend pas devenir un simple assembleur pour Google. Il veut avoir la main sur la technologie, et donc garder une partie de la valeur ajoutée. Selon Yahoo Autos, si Ford et Google s’entendaient, l’accord ne serait d’ailleurs pas exclusif. Google pourrait négocier avec d’autres constructeurs des accords de production.

 Philippe Jacqué ,Rédacteur au service économie (automobile et transport)
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En savoir plus sur http://www.lemonde.fr/economie/article/2015/12/23/ford-et-google-pourraient-se-rapprocher-autour-de-la-voiture-autonome_4836999_3234.html
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-APPENDICE 2:GOOGLE HA IMPOSTO UN MONDO
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-SU LE MONDE: Dominique Cardon : « Google impose un monde »
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LE MONDE ECONOMIE | 19.12.2015 à 11h09,Mis à jour le 21.12.2015 à 13h26 | Par Philippe Escande (Propos recueillis par)
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Sociologue au Laboratoire des usages d’Orange et professeur à l’université Paris-Est Marne-la-Vallée, Dominique Cardon explique comment les algorithmes et le big data produisent une représentation du monde inédite et recréent de nouvelles inégalités.
Les algorithmes et le big data sont-ils en train de transformer notre société ? Nous sommes entre deux discours aujourd’hui. D’un côté, nous avons la promesse magnifique des big data, qui vont tout calculer, nous simplifier la vie, améliorer la démocratie, le marché ou la santé. La Silicon Valley nous vend un modèle qui est une utopie politique, celle de la désintermédiation-ubérisation, dans une sorte d’alliance entre le capitalisme et l’individualisme contemporain, qui court-circuiterait les institutions, les Etats et les formes de représentation classique
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 Lire aussi : Menaces tous azimuts sur le big data
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Et de l’autre côté, les algorithmes, qui font planer le risque du retour du grand panoptique, de la domination, de la rationalité et du calcul. Les technologies sont utiles à nos vies. L’ethnologue André Leroi-Gourhan nous a expliqué que nous sommes devenus des humains parce que nous avons rencontré l’outil. Nous sommes devenus les êtres de savoir que nous sommes parce que nous avons transféré notre mémoire vers les livres.
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Cette connaissance est maintenant distribuée dans notre environnement, dans notre poche. Elle nous guide et nous recommande. Le couple que nous formons quasiment depuis l’aube de l’humanité avec les environnements technologiques nous fabrique constamment. Les calculs nous transforment car ils mettent du sens sur les données. Ils nous guident et nous conduisent, et surtout produisent des mondes. Quels mondes nous proposent les algorithmes ?
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On ne réfléchit pas assez à la manière dont Google classe l’information. Elle considère qu’il y a une forme d’autorité des informations qui apparaissent sur la première page, parce qu’elles ont été citées par beaucoup d’autres sites qui ont eux-mêmes de l’autorité. C’est une conception méritocratique.
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Lire aussi : Dominique Cardon, tisseuse d’Histoire

 Google est une société absolument méritocratique, où l’on sélectionne les candidats en faisant quatorze examens pour recruter des personnes qui sont surqualifiées pour leur poste. Ce sont les meilleurs. Mais que faire des médiocres ? Qu’est-ce qu’on fait de la page 2, de la page 3 ou de la page 4 ? C’est ça, le monde que fabrique un calculateur. Il organise une vision du monde dans sa manière d’organiser l’information. Les réseaux sociaux ne seraient-ils pas une réaction face aux calculs de Google, le social contre les maths ?
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Oui, bien sûr. Google impose un monde. Ce que fait le page rank ou la mesure d’autorité de Google, c’est de créer un marché mondial des qualités. Il est, du coup, incroyablement écrasant. Il ressemble beaucoup à toutes les dynamiques qui ont été étudiées par les économistes, Piketty et les autres. C’est-à-dire que l’on entre dans des hiérarchies d’inégalités inédites où 0,5 % des individus aspirent 90 % de la ressource, ce qui est un peu le cas des navigations sur les premières pages de Google. Les réseaux sociaux sont venus dire que la société reprenait en charge la hiérarchisation de l’information, en organisant depuis son réseau affinitaire (Facebook, Twitter, Pinterest, etc.), en disant « je vais voir ce que j’ai choisi de voir ». Mais ne retrouve-t-on pas finalement cette méritocratie dans les réseaux sociaux ? On y retrouve cette alliance entre la Silicon Valley et les individus. Ce qui est au cœur des calculs, c’est de dire que l’on va redéfinir la société par le bas, depuis les individus. On a beaucoup représenté la société par les catégories. L’histoire de l’Etat est inséparable de celle de la mesure par l’Etat de sa population, qui la représente par des statistiques, des CSP et des catégories, ce qui produit des conventions collectives et organise des marchés professionnels.
Le big data et les nouveaux calculs viennent retirer tout ce fatras de catégories qui les représentent mal. Les gens ne veulent pas être fidèles à leur journal, qui décide pour eux de leurs informations. Ils veulent le faire d’eux-mêmes. On va donc recalculer par le bas. Et nous en sommes les premiers complices, car nous n’avons pas envie d’appartenir à une catégorie. Nous sommes singuliers. C’est ce que les réseaux sociaux sont en train de faire.
Je ne veux pas que Le Monde ait décidé pour moi de la hiérarchie de l’information. On va prendre les singularités de l’individu pour qu’il circule parmi les informations du journal et prenne celles qui rejoignent ses centres d’intérêt et ses goûts. L’individu, qui veut avoir du pouvoir dans cette affaire, veut contrôler tout cela, être aux manettes. Même s’il sait que c’est une illusion.

 Philippe Escande (Propos recueillis par),Journaliste au Monde
En savoir plus sur http://www.lemonde.fr/economie/article/2015/12/19/google-impose-un-monde_4835209_3234.html
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 REAZIONE:GOOGLE RESTA L’AVANGUARDIA DELLA NUOVA ERA,GOOGLE HA IMPOSTO LA VISIONE DEL MONDO DELLA NUOVA ERA,PIACIA O NO ALLE RETI SOCIALI,PIACIA O NO ALLE ISTITUZIONI:LA TECNOLOGIA SI E’ UTILE,QUESTA TECNOLOGIA CI MIGLIORA LA VITA,E’ INDISCUTIBILE E…INARRESTABILE.QUESTE PUBBLICAZIONI,IO,LA MIA OPERA SIAMO ORGOGLIOSI DI ESSERE STATI PRESI DI MIRA DA GOOGLE MALGRADO LE MIE DIFFERENZE CON LA CONDUZIONE ECONOMICA E AMMINISTRATIVA DELLA DITTA E CERTA DECADENZA CHE PERO DOPO HA CORRETTO TOGLIENDO I FONDI ALLE GIOVANI START-UP IN EUROPA E METTENDOSI INSIEME  A FORD CHE FINI PER NON CONFERMARE LA SUA UNIONE CON MICROSOFT.LA SUA VISIONE DEL MONDO IMPOSTA E’ LA MIA VISIONE DEL MONDO E GOOGLIARE,SIA SU UN SMARTPHONE,SU UNA TABLET O SU UN PC,E’ LA PAROLA D’ORDINE PER ENTRARCI. RINGRAZIO A QUELLI GIOVANI CHE DALL’ANNO 2005 IN AVANTI HANNO FATTO DI GOOGLE LA MIA SCATOLA DI RISONANZA.
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-CES,IL GIORNO DOPO SU BBC:
CES 2016: Anteprima della vetrina di tecnologia di Las Vegas
Con Leo Kelion Tecnologia redattore scrivania *2 gen 2016 *Dalla sezione Tecnologia GUARDA:Buddy robot e il suo creatore che sarà al CES
In tutto il mondo, esperti del settore tecnologico stanno caricando le batterie e prendendo un respiro profondo.
CES prende il via la prossima settimana – una vetrina di tecnologia di consumo tentacolare che sembra estendersi al di la dei locali di Las Vegas ogni anno.
Da Samsung a una sola persona start-up, migliaia di aziende mostreranno i suoi demo di nuovi prodotti, mentre, dietro le quinte, le offerte saranno spinti a fare ulteriori generazioni di gadget possibili.
“Ogni CES è fresco e diverso, e noi cerchiamo di vedere cosa porterà il futuro”, organizzatrice dell’evento dice Gary Shapiro.
«Quello che ho imparato è che a volte le imprese stesse non sanno nemmeno se hanno intenzione di ottenere il loro prodotto finito in tempo.”
CES
Immagine copyright Getty Images
CES di quest’anno riguarderà 2,4 milioni di piedi quadrati (223.000 mq) di superficie espositiva, in crescita di 2,2 milioni di piedi quadrati dello scorso anno
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CES 2016: Vegas spettacolo della tecnologia,anteprima
Videoregistratori, televisori HD,console per videogiochi Xbox e dischi Blu-ray tutti faranno il loro debutto a spettacoli del passato.
Ma un esperto suggerisce che i giganti tecnologici possono temperare le loro ambizioni questa volta.
“Dite addio a raffreddare, dire ciao al pratico”, spiega John Curran dalla consulenza Accenture.
“Molte delle società più grandi ora metteranno meno enfasi sulla CES come un trampolino di lancio per i principali hardware. Quindi, che si concentrerà invece su mostrare nuovi servizi per aiutare l’entusiasmo per i prodotti esistenti.
“Ma per le piccole imprese questo è un grande luogo in cui stanno per essere in grado di trovare un’ottima occasione per catturare l’attenzione di giornalisti e compratori chiave presso i rivenditori.”
Baby tech
Bambino tech è uno dei settori della mostra di più rapida crescita


TV tecnologia

La Nuova tecnologia della TV rende sempre un grande successo al CES, anche se alcune delle innovazioni non sono sempre pratici.
Negli ultimi anni, Samsung e LG hanno vantato i più grandi assamblaggi, ma quest’anno essi potrebbe avere la maggiore banda .
LG Display demo
Immagine copyright LG Display
LG ha mostrato largamente piccoli schermi bendy in passato, ma ha ancora tecnologia da offrire per il pubblico
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LG ha fatto notizia a maggio, quando ha mostrato un prototipo di ultra-sottile che può essere staccata il muro,sarà affascinante vedere come le due aziende sudcoreane hanno sviluppato molto di piu il concetto.
Per quanto riguarda gli schermi si potrebbe effettivamente voler acquistare presto, aspettiamo che il focus sia messo su “HDR”.
L’acronimo si riferisce ad alta gamma dinamica, e in pratica significa che i televisori possono mostrare altri milioni di sfumature di colore e una gamma dinamica più ampia,sfumature aggiunti di luminosità tra bianco e nero,mettendo la visione con più in dettaglio.
TVs
Immagine copyright Getty Images
TV HDR-badged dovrebbero offrire immagini notevolmente ricche
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Amazon ha iniziato in streaming alcuni dei suoi spettacoli in HDR quest’anno, ma la concorrenza dei responsabili delle TV non avevano messo i loro marketing dietro il formato.
Questo è destinata a cambiare al CES, quando una coalizione dei protagonisti rivelano una nuova specifica. Esso permetterà il loro distintivo dei televisori dimostrare che sosterrànno il futuro contenuto HDR-coded.
Reed Hastings
Immagine copyright Getty Images
Netflix co-fondatore Reed Hastings pronuncia il suo discorso il Mercoledì
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Questo dovrebbe impedire una ripetizione imbarazzante del fatto che molti dei primi set 4K siano finito per essere compatibile con il modo in cui il video ad altissima definizione è ora in streaming.
Netflix aveva detto in precedenza cche è stato in attesa fino a questo momento per iniziare a sostenere HDR,si aspetta che il suo amministratore delegato Reed Hastings rivelera di più al suo discorso chiave nel CES.
E mentre è probabile che molti anni prima che le emittenti tradizionali adottano HDR, molte delle case cinematografiche hanno detto che offrirànno sul 4K dischi Blu-ray,i primi attori sono inoltre tenuti a essere svelato al CES.
Mad Max: Fury Road
Immagine copyright pubblicità pellicola
Mad Max: Fury Road è stato confermato come uno dei primi dischi Blu-ray 4K che andranno in vendita

Drones

Una grande volontà che non fara il punto sull’interrogante del marchio sovrasta i piani CES dei GoPro.
L’azione della telecamera-maker ha promesso di lanciare un drone chiamato Karma nel 2016.
GoPro Karma
Immagine copyright GoPro
GoPro ha preso in giro che “Karma è in arrivo” e pubblicato un video girato dal velivolo, da cui questa immagine è stata scattata
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Voci suggeriscono che potrebbe fornire una vista a 360 gradi e incorporare tenologia anticollisione.
L’amministratore delegato della ditta Nicola Woodman ha parlato ad una cena-evento, ma non è ancora chiaro se sarà offerta una prima sbirciatina del velivolo.
Anche se GoPro detiene il fuoco, ci sono decine di altre imprese stabilite per sfoggiare volo tech, tra cui:
PowerUp
Immagine copyright PowerUp
PowerUp FPV offre ai proprietari una visuale in prima persona dai loro aerei
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*PowerUp FPV – un pezzo di equipaggiamento da un israeliano di start-up che trasforma un aereo di carta in un aereo controllabile che diffonde i flussi di visione ad un auricolare di realtà virtuale
*Fleye – un drone a forma di palla da Belgio, che nasconde le sue pale dietro una sfera di plastica per ridurre il rischio di lesioni
*Uvify – un drone da Corea del Sud che ha detto di essere munito di un apparecchio 3D di riconoscimento che può navigare il giro di ambienti interni
Fleye
Immagine copyright Fleye
Fleye e il suo drone crowdfunded con un design più sicuro
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Energia intelligente della Gran Bretagna sarà anche in mostra con una cella a combustibile a idrogeno, che si dice consente portare in volo per ore i droni, invece di minuti, in un momento.
Un Chip-maker di Intel e Qualcomm cercherà di spiegare perché l’adozione delle loro tecnologie dei droni potrebbe dare ai produttori un vantaggio sui rivali.
E la Federal Aviation Administration ha uno stand e probabilmente fornirà un aggiornamento sul suo nuovo registro per i proprietari di droni statunitensi.
Uvify
Immagine copyright Uvify
Il drone Uvify può governare se stessa intorno agli oggetti interni ed esterni
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Realta virtuale

Dopo anni di hype 2016 sembra essere l’anno che la realtà virtuale diventa- buona la realtà.
HTC ha invitato selezionati giornalisti per dare un’occhiata alla sua rinnovata auricolare Vive VR ,il Lunedi.

GUARDA: Spencer Kelly prova una cuffia di un prototipo di Vive nel mese di luglio
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L’auricolare-cuffia realizzata in collaborazione con i videogiochi della ditta Valve,doveva essere andato in vendita da oggi.
Tuttavia, l’azienda taiwanese ha ritardato il lancio per aggiungere ciò che dice è una “molto grande conquista tecnologica”.
Sono questi sensori eye-tracking un modo per sbarazzarsi del suo cablaggio o qualcos’altro esterno? Noi lo sapremo presto.
Sony PlayStation VR
Immagine copyright Getty Image
Sony ha detto in precedenza che il suo auricolare PlayStation VR sarebbe andato in vendita prima del luglio 2016
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Sony seguira con la propria conferenza stampa il Martedì, quando dovremmo avere maggiori dettagli della PlayStation VR – l’add-on auricolare per la sua console best-seller.
Ma un osservatore della società pensa che alla casa giapponese mancherà un trucco se non fa un altro annuncio VR-centric.
“Sony dovrebbe uscire con un accessorio per convertire il suo smartphone Z5 Premium in una soluzione VR”, dice Ben Wood di CCS Insight consulenti.
“Il suo schermo 4K è una soluzione in cerca di un problema,la sua alta risoluzione davvero si presterebbe all’esperienza.”
Oculus ha già realizzato un trucco simile per i telefoni di Samsung, ma la sua attenzione questa volta sarà sul Rift.
Oculus Rift queue
Immagine copyright Getty Images
C’erano lunghe code per provare l’auricolare Rift Oculus l’anno scorso
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L’azienda di proprietà di Facebook ha recentemente confermato l’auricolare VR-PC alimentato “on-target” per il lancio di Q1.
Con i pre-ordini per cominciare, sicuramente è il momento di scoprire quanto costerà.
Ci dovrebbe essere anche notizie su telecamere a 360 gradi “abbordabile”,se VR sta per decollare al di là del gioco, le persone hanno bisogno di un modo semplice per registrare i propri video.
Samsung Rink
Immagine copyright Samsung
I nuovi controller VR saranno esposti tra cui un primo sguardo a sensori di pattinaggio di Samsung
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Inoltre, tenere un orecchio per nuove attrezzature audio-registrazione in grado di corrispondenza suoni al punto di vista di un utente VR – Francia Arkamys ha già preso in giro una soluzione che sarà in mostra.

Robot

La Consumer Technology Association sta parlando su  questa categoria, facendo notare che c’è il 71% di spazio in piu del 2015 dedicato ai robot.
Jibo
Immagine copyright Jibo
Designer Jibo aveva intenzione di metterla in vendita lo scorso anno, ma hanno speso più tempo a lavorare per rendere i suoi movimenti che sembrino più naturali
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Pochi pensano che i robot sono pronti ad essere la corrente principale ancora, ma ci sono più aziende e vale la pena tenerle d’occhio.
La Start-Up degli Stati Uniti Jibo sta creando un sacco di buzz dopo la sua “robot sociale” che ha raccolto oltre $ 3,7 milioni (£ 2.5m) sul sito di crowdfunding Indiegogo.Il Capo del progetto, Cynthia Breazeal, sarà a schioccare in città per fornire un aggiornamento.
Ci sono un paio di nuovi droidi dalla Francia – il compagno bot Buddy (che potete vedere nella parte superiore di questo articolo) e Leka, una macchina progettata per stimolare i bambini con autismo e altri disturbi dello sviluppo.

GUARDA: Leka robot light-up potrebbe aiutare i bambini autistici
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E dal Giappone, Fiore Robotica promette di portare “la bellezza” in campo sfoggiando robot progettati per essere i più esteticamente gradevoli di quanto sono utili.
Si potrebbe apprezzare i suoi sforzi in futuro, quando squadroni degli automi saranno a zippare.
Flower Robotics
Immagine copyright Flower Robotics
Flower Robotics Platina droide è progettato per allertare il suo proprietario con luci intermittenti e facendo suoni
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Automobili

Come abbiamo una corsa verso strade piene di auto-guida, veicoli elettrici, le case automobilistiche stanno adottando il CES come una possibilità di rivelare le loro ultime novità.
Dieci dei grandi nomi produttori di automobili espongono quest’anno, ma gran parte del pre-show buzz è generato da una ditta cinese che sta cercano di essordire nel settore.
Faraday Future
Immagine copyright Faraday futuro
Faraday Futuro ha trainato il suo evento con immagini di rompicapo della sua concept car
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Faraday Future ha promesso di svelare un “concetto” che aiuterà a “definire il futuro della mobilità”.
La società ha già attirato diversi dirigenti lontani da Tesla, annunciando l’intenzione di costruire una fabbrica di state-of-the-art vicino a Las Vegas, e ha ricevuto il sostegno miliardario della tecnologia cinese Jia Yueting. Impareremo più del suo evento il Lunedi.
Volkswagen spera di guidare di nuovo l’attenzione il giorno successivo,e riparare la sua reputazione malconcia,quando il suo amministratore delegato entri in scena.
Volkswagen
Immagine copyright Volkswagen
Sarà questo misterioso nuovo veicolo Volkswagen l’aiuto per passare dal suo scandalo emissioni diesel?
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L’azienda ha detto che avrà un nuovo concetto di veicolo da mettere in mostra – indiscrezioni suggeriscono che sarà un Microbus elettrico in grado di pilotare fino a 500 km (310 miglia) con una singola carica.
Il capo di Ford, Mark Fields, è anche in presenza. E ‘stato riferito che sta lavorando su un tie-up con Google per creare un nuovo business auto auto-guida.
Ma non è chiaro se questo sarà caratterizzato nella sua presentazione CES o sara trattenuto per il Detroit Auto Show nel corso del mese.
BMW, però, ha già confermato che stara mostrando Air Touch,un meccanismo di controllo per le sue mappe in-car e sistemi di intrattenimento che con i gesti 3D per scansioni manuali mettera gli automobilisti in grado di evitare di dover usare i pulsanti.
BMW Air Touch
Immagine copyright BMW
BMW sta con questo demo sugli anticipi del suo sistema attuale di riconoscimento basato sui gesti
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E Toyota promette di sfoggiare un nuovo sistema di imaging strada “ad alta precisione”, che permetterà gli automobili auto-guida di condividere ciò che hanno visto per mantenere le loro mappe aggiornate.
La tecnologia può eliminare la necessità di inviare veicoli speciali muniti di costosi scanner laser per ottenere i dati.
“Ci saranno anche più di 100 piccole aziende auto tech”, aggiunge dalla Accenture John Curran.
“Il focus di quest’anno sarà un po ‘meno su di infotainment e di più sulla sicurezza e l’incolumità – così, dovremmo vedere nuove tecnologie anticollisione,tecnologia anti-auto jacking e modi perche le auto stiano a comunicare tra di loro.”

GUARDA: La SmartWheel sarà una delle nuove tecnologie di sicurezza per auto al CES

Wearables

Nonostante i smartwatches hanno guadagnato terreno nel 2015,Fitbit di fitness rimangono il marchio più venduto con la tecnologia degli indossabili.
L’azienda ha una conferenza stampa in prima mattina il Martedì, suggerendo che ha qualcosa di importante da rivelare.
Fitbit invite
Immagine copyright Fitbit
Fitbit sta alludendo a qualcosa di nuovo con un cinturino in pelle nel suo invito al CES
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“Abbiamo potuto vedere una revisione di dispositivi Fitbit e software per meglio monitoreggire la variabilità della frequenza cardiaca e della temperatura cutanea, insieme al software che offre il coaching per dormire meglio e gestione dello stress”, prevede Charles Anderson dalla banca d’investimento Dougherty & Company.
“Ci aspettiamo anche di vedere Fitbit in più patti con marchi di moda.”
L’attività di registrazione dei rivale Misfit dell’azienda è anche al CES. L’azienda è stata recentemente rilevata dal gigante orologio Fossil, e possiamo vedere i primi frutti della loro tie-up.
Il gigante tecnologico cinese Huawei è premuroso per svelare degli smartwatch rivolti a donne e minori start-up che sono inoltre tenuti a svelare usi al polso favorevole alle donne.
Wisewear
Immagine copyright Wisewear
Wisewear si rivolgera alle donne con i suoi gioielli “di lusso”-tech indossabili
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“C’è stato un pregiudizio molto maschiilista a indossare tech, ma si sta andando a vedere quello che io chiamo il jewellification di questa roba”, prevede dalla CCS Insight Ben Wood.
“C’è un grande vuoto nel mercato,di indossabili per le donne e sarà un grande tema.”
Naturalmente, un altro tema sarà indossabili che non richiamano l’attenzione a se stessi, almeno non fino a quando necessario.
Ad esempio, la ditta francese Atol sarà in mostra gli occhiali guardando normali che raccontano una applicazione smartphone dove sono quando perse.
Atol
Immagine copyright Atol
Gli occhiali di Atol utilizzano un’applicazione chiamata Teou per indicare la distanza di un paio di occhiali perdute
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In & Motion ha quello che chiama il primo “airbag intelligente” del mondo per gli sciatori,un giubbotto che si gonfia in meno di un decimo di secondo al momento dell’impatto.
E Digitsole ha le scarpe nuove che legano i propri lacci,qualcosa che abbiamo aspettato per sempre da quando Ritorno al Futuro II.
Tecnologia indossabile per gli animali domestici è anche destinato a diventare più sottile.
PitPat
Immagine copyright PitPat
PitPat, per esempio, ha un inseguitore per cani di attività abbastanza discreto,un grido lontano da alcune delle iniziative animale-centric più visti in passato nella mostra CES.

Salute e bellezza

Aziende di Cosmetici stanno iniziando ad abbracciare l’elettronica di consumo.
L’Oreal è tornato per un secondo anno con un nuovo prodotto misterioso dopo il successo della sua applicazione del trucco Genio nel 2015.
Un’altra società francese, Romy, è in città con un dispositivo che misura e  mescola ingredienti skincare per soddisfare ogni utente in momenti diversi della giornata.

GUARDA: Hands-on con la macchina di ‘mixare la propria crema idratante’
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E Amirose del Regno Unito spinge per offrire speciali pattini di occhio cetriolo-enhanced che si ha detto sono stati appositamente formulati per appassire gli  “occhi di computer”.
Ci dovrebbe essere anche una pletora di prodotti che promettono di aiutare la salute a lungo termine.
Per esempio, Ceracor debutterà un sensore che misura il livello di emoglobina nel sangue, che si dice che gli  atleti possono utilizzare per aumentare la loro resistenza.
Ember
Immagine copyright Ember
Ember registra livelli di emoglobina per aiutare gli atleti a modificare la loro formazione e aumentare la resistenza
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E Skulpt è in mostra, un dispositivo che si dice può essere utilizzato per misurare il grasso corporeo e la qualità muscolare.
Come sempre con la salute tech, alcune delle affermazioni dovranno essere messi sotto esame.
Medical Solutions portabili del Canada, ad esempio, dovranno giustificare il suo vanto che i suoi occhiali EyeForcer sono la soluzione per “l’epidemia di malattia Gameboy”.
EyeForcer
Immagine copyright Medical Solutions indossabili
Il EyeForcer presumibilmente impedisce ai bambini che soffrono di cattiva postura, dolori al collo e problemi alla vista
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Anche guardare un’esplosione nel numero di prodotti destinati a nuovi genitori, tra cui un sensore che misura le contrazioni, raccontando le madri quando andare in ospedale, e un pad intelligente dei  cambiamenti che tracciano la crescita dei neonati.

Casa intelligente

Quattro milioni di famiglie del Regno Unito contengono già una sorta di sistema di casa intelligente, secondo un recente rapporto di Strategy Analytics.

GUARDA: una start-up sta facendo un pulsante smart per la vostra casa,ma nessuno compra?
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Nido e Philips hanno aperto la strada, si aspettano un nuovo diluvio di termostati connessi a Internet, luci, allarmi antincendio e prese di corrente alla mostra – così come nuovi modi per controllare loro.
Samsung ha detto che intende fare la sua prossima gamma di Smart TV con doppio-comando e controllo “hub intelligenti”, mentre LG ha pre-annunciato il SmartThinQ Hub – un dispositivo di forma cilindrica che fa più o meno la stessa cosa.
Se a questo punto si sta tentando di soffocare uno sbadiglio, aspetta,ci sono alcuni prodotti in questa categoria che intrigano.
LG SmartThinQ Hubs
Immagine copyright LG
LG SmartThinQ Hub raccoglie informazioni da una serie di dispositivi domestici intelligenti compatibili
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L’uomo che ha sviluppato il iMovie originale per Apple ha rivolto la sua attenzione alla lavanderia e presenterà una lavatrice / asciugatrice chiamata Marathon di Lunedi CES Unveiled di anteprima.
Il dispositivo può essere impostato per tenere i vestiti chiusi dentro fino al ritorno  del legittimo proprietario,anche se il numero di emissioni sarà in grado di permettersi il suo prezzo di 1 200 dollari(£ 810) è un’altra questione.

GUARDA: L’altoparlante Triby aggiunge l’assistente per frigoriferi Amazon Alexa
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Invoxia sfoggerà Triby – un prodotto-cucina collegata alimentato da un assistente vocale di Amazon Alexa.
E ci saranno anche altri nuovi kit per migliorare la casa tra cui un soffione che traccia la quantità di acqua utilizzato, un modulo che consente di controllare caminetti a gas dal telefono e un divano che vibra nel tempo con spettacoli in TV.
Sensorwake
Immagine copyright Sensorwake
I partecipanti possono anche fiutare Sensorwake,un orologio che ti sveglia con gli odori di cibo, posti … o denaro
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E ‘stato detto che è un sacco di molto più facile avere una panoramica del CES da fuori Las Vegas piuttosto che cercare di vagabondare in giro il suo spettacolo di piani di dimensioni epiche.
Ritorneremo sicuramente a cercare di mettere in evidenza gli annunci principali, così come alcune delle più strane e stravagante rivelazioni.
Wire booth
C’è anche un sacco in mostra che non vi possiamo riportare come questo stand dedicato a diversi tipi di fili al CES 2015
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È possibile seguire queste notizie attraverso il nostro indice CES speciale e puoi anche inviare post rilevanti alla nostra pagina di Facebook.
Inoltre, avremo una edizione speciale di Tech Tenda sulla BBC World Service il Venerdì, e potete seguire il team tecnico della BBC sul terreno ai seguenti account Twitter:
BBCRoryCJ
DaveLeeBBC
zsk
janewakefield
BBCTechTent
BBCClick
http://www.bbc.com/news/technology-35192737
REAZIONE:
1-”Ma un esperto suggerisce che i giganti tecnologici possono temperare le loro ambizioni questa volta.
“Dite addio a raffreddare, dire ciao al pratico”, spiega John Curran dalla consulenza Accenture.
“Molte delle società più grandi ora metteranno meno enfasi sulla CES come un trampolino di lancio per i principali hardware. Quindi, che si concentrerà invece su mostrare nuovi servizi per aiutare l’entusiasmo per i prodotti esistenti.
“Ma per le piccole imprese questo è un grande luogo in cui stanno per essere in grado di trovare un’ottima occasione per catturare l’attenzione di giornalisti e compratori chiave presso i rivenditori.”
ECCO CONFERMATO IL BOICOTTEGGIO DELLE MIGLIORI E IMPORTANTI AZIENDE DELLE TELEOMUNICAZIONI,I COSIDETTE BIG DELLA NUOVA ERA, FRA QUI GOOGLE L’AVANGUARDIA,ALLA CES E QUINDI  A MICROOFT IL SUO ORGANIZZATORE.GRAZIE IN NOME DELLA NUOVA ERA PER FARSI ECO DEL MIO APELLO CONTRO DI LA MICROSOFT DI NADELLA:NULLA SI CREA,SI FABRICA E SI VENDE AL DI FUORI DEI MIEI CONCETTI SCIENTIFICI-TECNOLOGICI SULLA MODERNA TELECOMUNICAZIONE
2-IL MODO IRONICO SU COME TRATTA ‘ARGOMENTO DELLA REALTA VIRTUALE CONFERMA I MIEI COMMENTI:AH…SE POTESSIMO FARE CHE QUESTI AGGEGGI CI MOSTRINO UNA REALTA……”BUONA” VIVIREBBEMO “NEL MIGIORE DEI MONDI”(PARAFRASEANDO A VOLTAIRE E IL SUO CANDIDO)BASTA GIOCARE E QUESTA TECNOLOGIA FARA MIRACOLO.CREDERCI O SCOPPIARE.
3-AUTO,FORD E GOOGLE:NON DANNO IMPORTANZA A CES IN ATTESA DELLA FIERA DI DETROTI.MICA QUELLA DI BARCELLONA CHE IN QUESTA NOTA,COME REALMENTE SUCCEDE,NON ESSISTE.
4-PER QUANTO RIGUARDA ALLA TELEFONIA MOBILE SENZA FILI COME NEL CASO DEI BIG DELLE TELECOMUNICAZIONI C’E SCARSISSIMO INTERESSE PER LA CES,SEGNO CHE IL SUO NOKIA LUMIA SI HA SCHIANTATO.GRAZIE ANCHE PER QUESTO AGLI OPERATORI DELLA NUOVA ERA.NADELLA NON HA SEGUITO LE MIE IDEE AL RIGUARDO,IL MARCHIO DOVEVA SCOMPARIRE COME INIZIALMENTE ANNUNCIATO,MA…MICROSOFT HA CEDUTO A PRESSIONI E NON E’ STATO ALL’ALTEZZA HA MANCATO DI CORAGGIO E PERSPETTIVA  AZIENDALE.LA NUOVA ERA DOMINA EGEMONICA E FUORI DELLA SUA VISIONE DEL MONDO NON SI CAMPA.
5-LA ROBOTICA E LE NEUROSCIENZE(SPECIALMENTE LA NEUROCHIMICA)IN RAPPORTO,SONO GLI ARGOMENTI GENERALI CHE IN QUELLI TEMPI OCCUPAVANO LE MIE LETTURE E HANNO ISPIRATO I MIEI CONCETTI AL RIGUARDO DELLE TELECOMUNICAZIONI COME UNA ESTENSIONE DEGLI ORGANI DEI SENSI INTEGRATI.PARTICOLARMENTE LE RIFLESSIONI DOPO LA LETTURA DI UNA PUBBLICAZIONE AL RIGUARDO DEL LABORATORIO ROCHE.(SONO UN POST-GRADUATO IN PSICHIATRIA CHE INOLTRE SI MOBILITA,E COMUNICA A DISTANZA MOLTISSIMO,IN TRE CONTINENTI E TANTI PAESI:MA MAI PER TURISMO PER QUI ESSERE “COLLEGATO” DIVENTA ESSENZIALE ALLA MIA ESSISTENZA)
EPILOGO:IL RESTO DELLA NOTA E’ IN CONCORDANZA DI QUANTO DETTO SOPRA SU QUELLA DEL CORRIERE DELLA SERA.
AH……A ME INTERESSANO LA MARATHON(E IL SOFFIONE)ANCHE SE IL VERO PREZZO PESA NELLE TASCHE 2000 E NON 1200:TIENE LA ROBA DENTRO FINO AL MIO RITORNO,QUESTO IMPORTA.
GRAZIE A TUTTE GLI OPERATORI DELLA NUOVA ERA PER QUESTO:MICROSOFT ORA DOVREBBE FARCI UN PENSIERINO.
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15 GENNAIO 2016:EPILOGO DEL CES SECONDO LA BBC
CES 2016: L’ultima parola
Dave Lee, America del Nord,reporter tecnologico
*9 GENNAIO 2016
*Dalla sezione Tecnologia
*commenti
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Quando il CES ha iniziato, circa 48 anni fa,li era molto più facile sorprendere le persone.
Allora, senza il flusso infinito di blog e social media, grandi storie che hanno definito il nostro futuro tecnologico hanno fatto il loro debutto gloriose qui. Come il videoregistratore, per esempio,il via per la prima volta al CES nel 1970. Chi avrebbe potuto prevedere l’impatto che quel pezzo di tecnologia avrebbe avuto sul mondo?
E 11 anni dopo, il CD è stato mostrato qui prima che altrove.
In questi giorni, raramente si vedono cose del tutto nuove al CES. E così lo scopo della manifestazione è cambiato un po ‘,spostando in un evento che è tanto di momento pubblicitario piuttosto che di nuovi prodotti.
Ma forse da qualche parte nelle vaste sale del Centro Congressi di Las Vegas abbiamo visto quest’anno videoregistratori,una tecnologia che avrà un impatto ben al di là di ciò che possiamo prevedere.


I partecipanti,alcuni dei 170.000,si stanno ora dirigendo a casa. E sembra che ci sia un consenso generale che il CES 2016 ha segnalato un anno di transizione, ma non un momento rivoluzionario. Le grandi idee,come realtà virtuale, reinventare la macchina, o la casa robotica erano promettenti, ma ancora sono cotte a metà, un panino nel metaforico (smart) forno.
“Siamo in un in-tra fase, in cui categorie come droni, realtà virtuale, e indossabili sono in crescita e progrediscono, ma hanno ancora una lunga strada da percorrere”, ha scritto Rachel Metz dal MIT Tech Review.
Sul New York Times ‘Farhad Manjoo ha descritto CES 2016 come “l’adolescenza scomoda” per le tecnologie emergenti.
E questo è assolutamente giusto. VR deve ancora andare in contromano.I Droni sono là fuori, ma avviati per essere bloccati in problemi di regolamentazione per il prossimo anno, almeno. E gli indossabili? Beh, diciamo solo che troppe aziende stanno ancora pensando su che funzionino prima che alla  moda.
CES 2016 è stato come è ogni anno: grande, travolgente, piena di idee terribili, soldi sprecati e sopravalutati senza senso.
Sono finiti i giorni in cui si trovano la “next big thing” al CES. Ma se il business della tecnologia e’ ancora bello e vivobusiness è vivo ,il CES avra ancora molto deil suo impulso.
Fino alla prossima volta, Las Vegas …
Segui Dave Lee su TwitterDaveLeeBBC
http://www.bbc.com/news/technology-35260088
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REAZIONE:RISCATTO IL SENSO GENERALE DELA NOTA CHE CONFERMA LE MIE CONSIDERAZIONI PREVIE ESPRESSI SOPRA,E ANCHE RISPECHIA I MIEI ANALISI AL RIGUARDO DI TUTTA QUESTA TECNOLOGIA TRIBUTARIA DEI MIEI CONCETTI INTEGRAZIONISTI PUBBLICATI NEI  MIEI BLOG.
A RIVEDERCI.
-APPENDICE:LA REALTA INGRANDITA(VIRTUALE)SI AVVICINA. O SCHIANTERA CONTRO LA REALTA “TOUT COURT”?
-SU LE MONDE:
Pixels
Pourquoi l’Oculus Rift, le casque de réalité virtuelle, risque d’échouer commercialement
Le Monde.fr | 08.01.2016 à 11h57,Mis à jour le 08.01.2016 à 15h50 | Par William Audureau
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Oculus Rift est actuellement en démonstration au CES de Las Vegas.
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Il est presque là. Oculus Rift, le très médiatique casque de jeu vidéo à 360°, cofinancé sur la plate-forme collaborative Kickstarter en 2012 et racheté par Facebook pour 2 milliards d’euros en 2014, a lancé mercredi 6 janvier les pré-commandes, pour une première livraison de la version finale attendue en mars ou avril. De nombreux investisseurs le voient déjà comme la prochaine révolution technologique depuis l’iPad. Mais l’emblématique casque de réalité virtuelle pourrait se cogner au mur de la réalité.

Un prix de lancement élitiste

Ces deux dernières années, les observateurs avaient bon espoir de voir le casque commercialisé à un prix plus proche d’une console actuelle, soit 400 dollars ou euros, à plus forte raison depuis le rachat d’Oculus VR par Facebook. « Ils peuvent baisser le prix, cela a du sens car ils ont beaucoup d’argent à se faire sur les applications », analysait en juin 2014 Dean Takahashi, journaliste de VentureBeat très introduit dans la Silicon Valley. Il y a encore quatre mois, Palmer Luckey, le président d’Oculus, évoquait lui-même « un prix aux alentours de 350 dollars, probablement un peu plus ».
C’est la première douche froide pour ceux qui faisaient déjà de la réalité virtuelle la tendance majeure de 2016 : à 599 dollars (hors taxes) le casque aux Etats-Unis, et même 699 euros hors frais de port en Europe, Oculus Rift s’adresse à une niche de passionnés aisés, en tout cas dans un premier temps, ce qui lui a valu des critiques amères. D’autant que contrairement à une tablette ou une console classique, l’appareil n’est pas autonome : pour fonctionner, il lui faut s’appuyer sur un puissant PC.
Lire aussi : Pluie de critiques sur le prix du casque de réalité virtuelle Oculus Rift
Le casque nécessite en effet un processeur quatre cœurs, de type Intel i5-4590, à 200 €. Et le prix des cartes graphiques recommandées par Oculus débute à 250 € pour une Radeon R9 290 (AMD) et à 350 € pour une GeForce GTX 970 (Nvidia). En tout, la facture pour un ordinateur configuré sur mesure s’élève à 999 dollars l’unité, quand une PlayStation 4 coûte presque trois fois moins cher.

Un petit gâteau à se partager à deux

Oculus a beau appartenir à Facebook, il ne jouit pas de la situation de quasi-monopole du réseau social de Mark Zuckerberg. Face à lui, une flopée de casques de réalité virtuelle concurrents, dont deux au potentiel commercial important, le Vive de HTC et Valve, à la technologie plus innovante, et surtout le PlayStation VR de Sony, qui se pose comme l’alternative la plus grand public.
Ces trois machines sont amenées à se partager le marché, mais de manière inégale. D’un côté, l’Oculus Rift et le Vive sont en face à face direct sur le segment des joueurs PC, qui est moins important qu’on ne le croit généralement. Selon les chiffres de Nvidia, 13 millions d’ordinateurs dans le monde seraient aujourd’hui suffisamment puissants pour les casques de réalité virtuelle, « qui nécessitent des ressources graphiques jusqu’à sept fois supérieures à celles d’un PC moyen », précise le constructeur de cartes graphiques. Or en face, c’est une base installée de pas moins de 35 millions de PlayStation 4 qui attend l’alternative de Sony, selon les derniers chiffres du constructeur.
13 millions pour deux d’un côté, 35 millions pour un de l’autre : l’équation n’est pas en faveur d’Oculus (ni de HTC et Valve). Et si les ordinateurs compatibles sont naturellement amenés à se démocratiser avec la baisse de prix (Nvidia espère atteindre un parc installé de 100 millions en 2020), il en va de même de la PlayStation 4. La console de Sony, qui s’écoule en moyenne à 1,4 million d’exemplaires par mois depuis son lancement, est encore dans les clous pour finir près des records de vente de la PlayStation 2, le tout sans aucun concurrent frontal à son casque.

Une capacité de production à prouver

Comment survivre dans un environnement aussi concurrentiel, quand il s’agit de son premier périphérique de jeu ? Valve, géant américain de la distribution dématérialisée, a eu le bon sens de s’associer avec HTC, un constructeur de smartphones qui lui apporte à la fois le savoir-faire en matière de design et de fabrication à grande échelle, mais aussi un réseau de points de vente avec lequel le contact est déjà noué. Mais pour l’instant, Oculus VR ne dispose que de sa propre boutique en ligne, faute d’accords avec des distributeurs.
« Avoir un seul point de vente face à un important réseau de distribution, c’est bien sûr un désavantage, ne serait-ce qu’en termes d’exposition, pointe Richard Brunois, directeur de communication de PlayStation France. Mais peut-être ont-ils peu d’exemplaires et cherchent juste à tester le marché. Ça ne dénote pas une volonté de l’inonder, en tout cas. »
A terme, Oculus Rift devait également être disponible dans « certains points de vente sélectionnés » en avril, mais la société, interrogée par Le Monde, laisse entendre qu’aucun accord n’a pour l’instant été finalisé. L’ancienne start-up, vieille de quatre ans tout juste et qui n’a toujours pas commercialisé un seul produit fini, douterait-elle de sa capacité à alimenter correctement le marché ? Pour Thomas Grellier, ancien de l’industrie aujourd’hui enseignant universitaire en marketing et consultant spécialisé en jeux vidéo, la question est posée.
« Si Nintendo, Microsoft et Sony ont connu des ruptures de stocks sur leurs derniers lancements mondiaux, ce n’est pas un hasard : il n’y a pas d’appareil de production capable de fabriquer 15 millions de machines dès la première année. Le problème est qu’on ignore tout de l’appareil de production d’Oculus. Combien sont-ils capables d’en produire ? Quel est taux de rebut, sur un produit aussi sensible ? Et quelle sera la fiabilité des casques, leur taux de panne ? On n’en sait rien. Ce lancement, c’est aussi un test pour eux. »
A cet égard, les récents articles faisant état d’une rupture de stock fulgurante sur la première livrée de casques peuvent aussi bien être interprétés comme le signe d’une demande très élevée, ou l’indice d’une capacité de production trop limitée. La société, qui n’a jamais produit plus de 40 000 pièces d’un même hardware, évoque un premier objectif commercial de quelques centaines de milliers d’exemplaires seulement pour la première année de commercialisation de l’Oculus Rift. « C’est minuscule, ils savent qu’ils ne pourront pas délivrer davantage, donc c’est plutôt malin de mettre un prix qui cible spécifiquement les early adopters », analyse Cédric Lagarrigue, président de l’éditeur français Focus Home Interactive, qui ne prévoit d’alimenter en casque en jeux qu’à partir de 2017 ou 2018.

Un réseau commercial immature

Pour aller au-delà des geeks technophiles, Oculus devra donc produire à plus grande échelle, mais aussi développer un réseau commercial mondial. La jeune société en est loin : elle ne dispose pas d’antennes de distribution nationales, ni même continentales. « Oculus n’a pas de bureau européen », confirme-t-elle pudiquement au Monde. Des bureaux locaux sont pourtant essentiels dans la démocratisation d’un produit, puisque ce sont eux qui nouent des liens avec les grandes enseignes (FNAC, Carrefour, Micromania, etc.), et pilotent la communication sur les médias nationaux (publicités télévisées, placement produit auprès des youtubeurs locaux, etc.).
« Ne pas avoir de bureau européen à ce stade, c’est inquiétant, corrobore Thomas Grellier. Cela ne veut pas dire que c’est trop tard, s’ils commencent à créer des filiales de distribution [en charge d’ouverture de comptes auprès des grandes enseignes] dès demain, ils peuvent arriver dans les magasins pour novembre. Mais ils ne sont pas en avance. »
Or le succès – ou l’échec – d’Oculus sera avant tout une affaire de timing. Selon le Wall Street Journal, Nintendo prévoit également la commercialisation en 2016 de sa nouvelle console, nom de code « NX ». Pionnier de cette nouvelle génération de casques de réalité virtuelle, l’Oculus Rift s’expose au risque de perdre la main sur le calendrier médiatique, et de voir le Vive et le PlayStation VR arriver en boutique et toucher le grand public avant lui.
Lire aussi : Oculus Rift, PlayStation VR, HTC Vive : ce que l’on sait des casques de réalité virtuelle de 2016
William Audureau
Journaliste au Monde
http://www.lemonde.fr/pixels/article/2016/01/08/pourquoi-l-oculus-rift-le-casque-de-realite-virtuelle-risque-d-echouer-commercialement_4843953_4408996.html
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REAZIONE:
1-DICIAMOLO CHIARO,LA REALTA INGRANDITA E’ UN INDOSSABILE,UNA CUFFIA INDOSSABILE E PER TANTO TRIBUTARIO ANCHE DEI MIEI CONCETTI.
2-A QUANTO PARE IL  SUO SUCCESSO NON SEMBRA SCONTATO,E SE SUCCESSO AVRA IL VANTAGGIO SEMBRA ESSERE A FAVORE DI VIVES.E VIVES REALTA VIRTUALE PURA NON E’ MA UN MISTO DI REALTA VIRTUALE E REALTA “TOUT COURT.
3-IL MONDO DELLA TECNOLOGIA DELLE TELECOMUNICAZIONI STA PREFERENDO NOMINARE QUESTO “GIOCO” REALTA INGRANDITA,INGIGANTITA ANZI CHE “VIRTUALE”
TUTTO SOMMATO SEMBRA CHE QUESTO AGEGGIO NON SIA DESTINATO A CAMBIARE UN GRAN CHE NE LA PATERNITA DEL TERMINE DA ME ACCONIATO “REALTA VIRTUALE” PER RIFERIRMI ALL’ELITTISTA MONDO INTERNET PPREVIO ALL’IRRUZIONE DELLA NUOVA ERA,NE A QUESTA STESSA:AVVOCATI HA LA NUOVA ERA,NON AVVICINIAMO PIU DI TANTO QUESTA REALTA E CONCENTRIAMOCI SU QUELLA  REALE.
COMUNQUE SIA SI TRATTA DI  ARGOMENTI NON ESSENZIALI CHE NON CONTENDONO LA VISIONE DEL MONDO DELLA NUOVA ERA.
VEDIAMO UN POCO PIU SU QUESTA TECNOLOGIA:
lemonde.fr
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Oculus Rift, PlayStation VR, HTC Vive : ce que l’on sait des casques de réalité virtuelle
Essai d'un Occulus Rift.
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Essai d’un Occulus Rift. Marcio José Sanchez / AP
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La réalité virtuelle se rapproche. Ce mercredi, Oculus doit ouvrir les précommandes pour l’Oculus Rift, son désormais célèbre casque, et du même coup révéler son prix de lancement. Sa livraison, prévue d’ici la fin du premier semestre 2016, marquera enfin les débuts de cette catégorie de produits très médiatisés depuis deux ans.
Les casques de réalité virtuelle ont pour ambition d’immerger l’utilisateur dans un monde fictif en couvrant tout le champ du regard, avec un univers modélisé à 360 degrés. Les trois principaux casques de ce type devraient être commercialisés début 2016, mais, à quelques mois voire semaines de leur sortie, les détails ne sont divulgués qu’au compte-gouttes.
Prix, fonctionnalités, jeux disponibles : que sait-on d’eux aujourd’hui ?
Lire le décryptage : La réalité virtuelle en six questions

Oculus Rift : le plus médiatisé

Attendu depuis plus de trois ans par les internautes, qui, pour un certain nombre d’entre eux ont soutenu son développement à travers l’entreprise de financement participatif Kickstarter, l’Oculus Rift doit être mis sur le marché d’ici juin.
Le prix de ce casque reste encore inconnu, mais le PDG d’Oculus VR a annoncé, en mai, qu’il serait vendu entre 200 et 400 dollars (entre 180 et 360 euros), avant de préciser dans un tweet fin décembre que la réalité virtuelle serait « un objet de désir avant de devenir un objet que les gens peuvent s’offrir ». En septembre, un des dirigeants de l’entreprise, Nate Mitchell, soufflait au site PC Gamer que le prix se situerait plutôt en haut de cette fourchette, à plus de 300 dollars.
Une somme conséquente, d’autant plus que, pour fonctionner, l’Oculus Rift nécessite un PC avec des fonctionnalités spécifiques. Les constructeurs Asus, Dell et Alienware commercialiseront cette année des ordinateurs estampillés « Oculus ready » (« prêts pour Oculus »). Ils sont pour l’instant annoncés à 999 € (930 €).
Côté contenus, Oculus, racheté par Facebook pour 2 milliards de dollars en mars 2014, a annoncé en septembre l’ajout du célèbre jeu de construction Minecraft à son catalogue, qui rejoindra ainsi Half-Life 2, Rock Band VR ou encore Castlevania : Lords of Shadow 2. Le jeu de plateforme Lucky’s Tale sera livré avec le casque, tandis que le simulateur spatial Eve : Valkyrie sera offert pour chaque précommande.
Grâce à un partenariat avec Microsoft, l’Oculus Rift permettra également de jouer à des jeux Xbox One… mais dans une salle de projection virtuelle, dans laquelle le joueur jouera au jeu « classique » sur un écran, sans immersion. C’est aussi la manette d’Xbox One qui sera livrée avec le casque pour jouer à tous les jeux, en attendant l’arrivée d’Oculus Touch, un nouveau contrôleur créé spécifiquement pour les besoins de la réalité virtuelle, mais qui devrait n’être commercialisé qu’en seconde partie d’année.
Lire : On a testé pour vous… les jeux en réalité virtuelle de l’Oculus Rift
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PlayStation VR : le projet le plus grand public
Le casque de réalité virtuelle de Sony devrait coûter entre 300 et 500 euros.
Le casque de réalité virtuelle de Sony devrait coûter entre 300 et 500 euros. Sony
Initialement baptisé Morpheus, le casque de réalité virtuelle de Sony a changé de nom mi-septembre, à l’occasion du Tokyo Game Show : on parle désormais de PlayStation VR. Prévu pour une date indéterminée en 2016, le casque est conçu pour fonctionner avec la console de jeu PlayStation 4, à travers un boîtier qu’il faudra connecter aux deux terminaux. Il fonctionne avec une caméra et des manettes classiques ou de reconnaissance de mouvement, comme les PlayStation Move.
Aucun prix n’a encore été annoncé, mais le PDG de Sony a évoqué au Tokyo Game Show une somme équivalente à celle d’une console, soit entre 300 et 500 euros. Un prix qui s’ajoute, évidemment, à celui de la PlayStation 4, indispensable pour faire fonctionner le casque.
Cet automne, à Tokyo puis Paris, plusieurs démos de jeux ont été présentées, parmi lesquelles quelques grands titres comme Resident Evil : Umbrella Corps, Kingdom Hearts HD II.8 Final Chapter Prologue, Final Fantasy XIV ou encore Eve : Valkyrie, mais aussi des exclusivités comme RIGS, un jeu de tir sportif par équipes, ou Robinson the Journey, aventure à sensations sur une île tropicale peuplée de dinosaures.
En revanche, les jeux classiques de la PlayStation 4 ne seront pas compatibles avec le casque de réalité virtuelle, avait révélé au Monde le président de Sony Computer Entertainment en juin. L’entreprise compte plutôt se consacrer au développement de jeux spécifiques à la réalité virtuelle, comme le très drôle et convivial Playroom VR.
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Lire aussi : On a essayé… Morpheus, le casque de réalité virtuelle de Sony
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HTC Vive : le mélange virtuel et réel
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Vive VR, un casque construit par HTC en partenariat avec Valve, doit offrir de nouvelles expériences aux utilisateurs de Steam.
Vive VR, un casque construit par HTC en partenariat avec Valve, doit offrir de nouvelles expériences aux utilisateurs de Steam. Valve
Initialement attendu fin 2015, Valve a annoncé cet été que son casque de réalité virtuelle ne serait commercialisé auprès du grand public qu’au premier trimestre 2016, avant de le reporter une nouvelle fois à avril en raison « d’une avancée technologique majeure ».
Né de l’association du groupe américain à l’origine de la plate-forme de jeux Steam et du constructeur taïwanais HTC, ce casque a une différence notable par rapport à ses concurrents. Il prendra en compte les mouvements et les déplacements du joueur sur 4,5 m2, grâce à un système de capteurs disposés dans la pièce. Il sera ainsi possible de marcher dans son salon et dans le jeu, de se lever ou de s’asseoir et d’effectuer d’autres mouvements.
Au CES de Las Vegas, HTC a même révélé que sur sa seconde génération de prototype, les Vive Pre, une caméra frontale permet de superposer des éléments réels au monde virtuel dans lequel est plongé le joueur. Qui plus est, des contrôleurs spéciaux permettront de voir ses mains dans cette réalité alternative et de s’en servir pour manipuler les objets.
Parmi les jeux disponibles sur Steam, qui seront compatibles avec le HTC Vive, on compte par exemple Elite : Dangerous, Team Fortress 2, Ark : Survival Evolved ou encore Euro Truck Simulator 2. Aucune information n’a pour l’instant été donnée sur le prix du dispositif.
Voir la vidéo : Hololens, Oculus Rift : que font les casques qui changent la réalité ?
Lire : Réalité virtuelle, réalité augmentée, holographie : quelles différences ?
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 http://www.lemonde.fr/pixels/article/2015/09/25/oculus-rift-playstation-vr-htc-vive-ce-que-l-on-sait-des-casques-de-realite-virtuelle_4772172_4408996.html
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1 FEBRAIO 2016:APPENDICE

PERO QUESTA FIERA UNA NOVITA IMPORTANTE SI C'E' L'HA,VEDI:

11 GENNAIO 2016:VITTORIA

-SU LA REPUBBLICA:

Dopo Nokia, si dissolve anche lo storico marchio Motorola

Entro l’anno una parte del suo nome – Moto – sarà solo quello della linea di fascia alta dei dispositivi Lenovo, colosso cinese proprietario del marchio. Eppure nel ’73 aveva creato il primo cellulare portatile
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08 gennaio 2016
Dopo Nokia, si dissolve anche lo storico marchio Motorola
Motorola StarTac 
SEMBRA un secolo fa ma è passato poco più di una decina di anni da quando Nokia e Motorola dominavano nel settore del cellulari. Adesso il primo di questi due storici marchi della telefonia mobile, Nokia, non esiste più almeno così com’era prima. La divisione mobile dell’azienda finlandese è stata acquistata e poi “mangiata” da Microsoft, mentre Motorola – forte soprattutto negli Stati Uniti – sta vivendo una fine più un po’ più articolata e alla fine del suo nome sopravviverà almeno il prefisso. Lenovo, che due anni fa comprò il marchio da Google, ha preso la sua decisione: entro la fine del 2016 sui dispositivi non comparirà più la dicitura Motorola ma solo “Moto”. Un passaggio non da poco. Chi non ricorda il mitico Star Tac, il primo cellulare a conchiglia della storia, o il sottilissimo e stiloso Razr? Non erano solo dei telefoni, ma anche status symbol. Che hanno vissuto la loro stagione di gloria prima di lasciare il campo all’invasione degli smartphone.
Motorola si spegne: addio ai cellulari che hanno fatto la storia
Navigazione per la galleria fotografica,1 di 9
“Il marchio Motorola sarà eliminato gradualmente e ci focalizzeremo su Moto”, ha spiegato Rick Osterloh, Chief Operating Officer di Lenovo, durante un intervento al Ces, la più grande fiera dell’elettronica che si tiene in questi giorni a Las Vegas. Il manager ha spiegato che l’azienda sta unificando i suoi business relativi alla telefonia, raggruppandoli sotto l’unico marchio Lenovo. Nasceranno quindi due linee: ‘Moto’ destinata ai prodotti di fascia alta e ‘Vibe’ per quelli di fascia medio-bassa.
Motorola ha una storia lunga e gloriosa. Nata negli Stati Uniti negli anni Trenta, l’azienda inizialmente realizzava apparecchi radio. Poi dette un grosso impulso al settore dei computer producendo micro-processori anche per Apple e Olivetti. Ma la popolarità la deve ai telefonini, avendo di fatto creato il primo cellulare portatile. Che venne realizzato nel 1973 dall’ingegnere americano Martin Cooper. Non era esattamente un telefonino visto che era grande quasi come una scatola di scarpe. Si chiamava DynaTac. Ai ‘brick phone’, grandi come dei mattoni, seguirono poi altri modelli più piccoli e leggeri come il MicroTac e lo StarTac, molto diffusi tra gli anni Ottanta e Novanta. “Hello, Moto”, a un certo punto era la suoneria che si sentiva riecheggiare ovunque.
Poi, dopo tanti successi, la discesa. A gennaio 2011 Motorola Inc. è stata divisa in due società distinte, Motorola Solutions e Motorola Mobility. Quest’ultima è stata venduta a Google pochi mesi dopo per la cifra di 12,5 miliardi di dollari. A sua volta il colosso del web l’ha ceduta a Lenovo nel 2014 per 2,9 miliardi di dollari. Lenovo, il primo produttore di pc al mondo, a novembre ha registrato le prime perdite in sei anni. A influire sui conti, secondo gli analisti, hanno pesato il forte calo del mercato dei computer e anche l’acquisizione di Motorola. Da qui, forse, la decisione di rimodulare la sua strategia in ambito “mobile”.
http://www.repubblica.it/tecnologia/mobile/2016/01/08/news/addio_motorola-130851183/?ref=HRLV-9
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REAZIONE:VITTORIA PER 3:
1-PER NOKIA
2-PER MOTOROLA
3-PER LA QUASI DEFINITIVA SCOMPARSA DEI PC.DOMINA IL MOBILE.
TUTTO QUESTO DIMOSTRA CHE L’OPINIONE DELLA NUOVA ERA CONTA.E COME.E ANCHE CHE QUESTA DOMINA LE TELECOMUNICAZIONI,E NON SOLO,EGEMONICAMENETE GLOBALMENTE. ED E’ INARRESTABILE ,INCONTESTABILE.
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EPILOGO:MA LA STORIA NON LA SCRIVONO I PERDENTI.LE BUGGIE NON PASSANO.
E IO DOVREI AMMETERE CHE LA CINA IN UN CERTO SENSO SI HA RIVINDICATO.FORSE LE MIE PAROLE NON HANNO CADUTO IN SACCO VUOTO E L'ASEM SI HA ANCHE SGRETOLATO.BENE L'ALLEANZA CON GOOGLE,BENE "MOTO",LA CINA NON HA FATTO LO STESSO ERRORE DI MICROSOFT,"MOTO" ANCHE SE SEMBRA MANTENERE IN VITA IL VECCHIO MARCHIO NON E' COSI, NON EVOCA MOTOROLA MA LA "CITTA DEI MOTORI",MANDELLO LARIO E LE SUE MOTO.VEDI CUA:
http://dottgiuseppeciancimino.bloog.it/elezioni-italianela-lombardiapubblicazione-di-archivio
 VEDI ANCHE CUA:
http://cianciminotortoici.blogspot.com.uy/2014/11/per-capire-la-caduta-di-nokia.html
http://cianciminotortoici.blogspot.com.uy/2013/01/le-buggie-del-consensoe.html